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Strage di Ustica causata da un missile: lo Stato responsabile, risarcirà familiari vittime

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La strage di Ustica fu causata da un missile. A dirlo oggi non è, ancora una volta, Andrea Purgatori, il giornalista de Il Corriere della Sera che caparbiamente, in tutti questi anni, ha lottato perché la verità sul Dc-9 I-Tigi Itavia venisse a galla, ma la Terza Sezione Civile della Suprema Corte, che ha riconosciuto che l'aereo in volo da Bologna a Palermo la sera del 27 giugno 1980 non esplose in cielo a causa di una bomba collocata al suo interno, ma perché abbattuto.

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Dopo 32 anni di misteri, depistaggi e insabbiamenti e il nulla di fatto dei processi penali, la Cassazione ha dunque stabilito che a causare la morte delle 81 persone a bordo del Dc-9 (77 passeggeri, tra cui 11 bambini, e 4 membri dell'equipaggio) fu un missile, affermando che la tesi "è abbondantemente e congruamente motivata" e pronunciando di fatto una sentenza storica, tanto più che i giudici che l'hanno formulata hanno anche ribadito che non "è in dubbio che le Amministrazioni avessero l'obbligo di garantire la sicurezza dei voli", riconoscendo lo Stato colpevole e condannandolo a risarcire i familiari delle vittime. Probabilmente molto di più del milione e 240 mila complessivamente liquidato fino a ora se, come sembra, la Corte d'Appello dopo questa sentenza riterrà opportuno fare nuove valutazioni.

"Dopo 32 anni giustizia è fatta", ha commentato a caldo uno dei legali della parte civile, Daniele Osnato, così come Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime strage di Ustica, che ha parlato di soddisfazione per "la decisione della Cassazione di confermare l'obbligo dello Stato a risarcire i parenti delle vittime di Ustica", aggiungendo che "adesso lo Stato deve trovare un po' di dignità e avere il coraggio di trarre le conseguenze da tutto questo: chiedere anche ad altri paesi, coinvolti nella strage, di dire la verità", e concludendo: "E' qualcosa che ci è dovuto, molto prima dei risarcimenti".

Della stessa opinione anche Purgatori, che in un'intervista a Huffington Post ha detto che la dinamica dell'abbattimento del Dc-9 "ormai è una specie di segreto di Pulcinella", ribadendo la tesi già avanzata da Francesco Cossiga, all'epoca dei fatti Presidente del Consiglio, che a far cadere il Dc-9 I-Tigi Itavia fu un missile proveniente "da un aereo militare transalpino" che avrebbe dovuto colpire il velivolo su cui viaggiava Gheddafi. Per il giornalista de Il Corriere, dunque, è ora "che il prossimo premier vada all'Eliseo ed esiga da Hollande tutta la verità" e che "il presidente francese si passi una mano sulla coscienza, almeno per i familiari, che da 33 anni aspettano che sia fatta chiarezza una volta e per tutte".

Sull'esplosione del Dc-9 la sera del 27 giugno nel corso degli anni sono state avanzata diverse ipotesi, dal complotto internazionale, al cedimento strutturale, all'attentato terroristico (quest'ultimo accreditato dalla successiva strage di Bologna, avvenuta soltanto 35 giorni dopo), ma col tempo la tesi del missile è diventata quella più accreditata, anche se - ovviamente - la più difficile da dimostrare. Il primo a squarciare il velo sulla verità fu Francesco Cossiga, che come ricorda il giornalista Giampiero Marrazzo, che lo intervistò per il film inchiesta Sopra e sotto il tavolo, disse che "solo un missile poteva aver colpito l'aereo nei cieli di Ustica e che nessun'altra ipotesi potesse essere reale", aprendo di fatto una nuova stagione investigativa che ha portato alla sentenza della Cassazione di oggi.

Tuttavia, come sottolineato da Valter Veltroni, anche se "finalmente la lunga teoria dei depistaggi e delle false teorie viene spazzata via" e "si riconosce che quella terribile strage è stata causata da un missile", resta ancora da "scavare e vanno tolti impedimenti e segreti, complicità e inerzie". Una posizione condivisa dal leader di Sel, Nichi Vendola, che su Twitter ha scritto: "Non poter mai sapere la verità sulle stragi è una delle malattie del nostro Paese che ha minato a lungo la storia della democrazia italiana. E' benvenuta quindi la decisione di oggi della Cassazione su Ustica: un po' di luce, finalmente".

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