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Strage via D'Amelio, 007 coinvolto nell'attentato a Paolo Borsellino

La strage di via D'Amelio e la morte di Paolo Borsellino, così come quella di Giovanni Falcone, hanno ancora dei lati oscuri. Non tutta la storia sugli attentati ai due giudici è chiara e nuove rivelazioni arrivano dai pentiti di mafia, che parlano di un coinvolgimento da parte dello Stato in questi tragici eventi.

Dopo diciotto anni una nuova pista e una nuova verità emerge dall'interrogatorio di Gaspare Spatuzza. L'assassino di don Puglisi, avrebbe individuato, durante una ricognizione di persona, l'uomo 'estraneo a Cosa Nostra', che era presente nel garage dove venne imbottita di tritolo la Fiat 126, che servì per uccidere Borsellino.

Dietro ad un vetro, Spatuzza ha segnalato, tra cinque persone, Luciano Narracci, il funzionario dell'Aisi. Lo 007 italiano 'somiglia e potrebbe essere, ma non ne sono certo la persona estranea a Cosa nostra' ha ripetuto il pentito di mafia. Non ha dato la certezza assoluta, ma a dargli ragione, in altre occasioni, sono stati anche Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo, che collabora con la giustizia e l'ex boss di Brancaccio.

Narracci, ex funzionario del Sisde, in servizio all'Agenzia per la sicurezza interna, è indagato dalla procura di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta sulla strage del '92. In attesa di sentenze definitive un nuovo tassello è stato trovato per riempire il puzzle delle verità sulla morte dei giudici, attorno a cui ci sono ancora molti misteri irrisolti.

 (foto © LaPresse)

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