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Strage via D'Amelio, 4 indagati per omicidio Borsellino

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La strage di via D'Amelio in cui nel 1993 furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cusina) potrebbe essere ad una svolta. Sono stati emessi proprio questa mattina quattro avvisi di custodia cautelare nell'ambito di una nuova inchiesta partita dalla Procura di Caltanissetta dal Gip Alessandra Giunta.

I provvedimenti sono indirizzati a Salvatore Madonia, detto Salvuccio, 51 anni, considerato il mandante della strage, Vittorio Tutino, 41 anni, Salvatore Vitale, 61 anni, tutti già detenuti e l'ex pentito di Sommatino, Calogero Pulci, 52 anni.

A Salvatore Madonia i giudici nisseni contestano anche l'aggravante di aver organizzato la strage di via D'Amelio per fine terroristici. Il boss voleva costringere lo Stato a trattare con Cosa Nostra dopo un'azione così violenta e di eclatante potenza. Il giudice Borsellino era considerato infatti da Totò Riina come un ostacolo per le relazioni Stato-Mafia.

Il poll nisseno composto dal procutare Sergio Lari, dagli aggiunti Domenico Gozzo e Amedeo Bertone e dai sostituti Nicolò Marino, Gabriele Paci e Stefano Luciani, ha anche riconosciuto la responsabilità di Gaspare Spatuzza, detto u Tignusu", esecutore materiali dell'omicidio di don Pino Puglisi ed oggi collaboratore di giustizia, che confessò di aver rubato la Fiat 126, utilizzata nella strage di via D'Amelio.

La strage di via D'Amelio

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