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Stupro di gruppo al Frutta e Verdura del Testaccio: nei guai un trans sudamericano

Sarebbe stato consumato all’interno del locale notturno “Frutta e Verdura”, nel quartiere Testaccio, lo stupro denunciato nel dicembre di 3 anni fa da una giovane romana.

Protagonista di questo atto efferato compiuto ai danni di una vittima adescata con l’inganno, secondo il racconto della stessa ragazza, il ventiseienne transessuale di origini argentine N.C.G. noto ai clienti col nome d'arte di Sara.

Al termine di una notte all’insegna del divertimento con gli amici, la malcapitata aveva fatto tappa in uno dei club dove molti amanti della movida trascorrono le ore precedenti al mattino, trovando talvolta un po’ di intimità nelle cosiddette dark room riservate alle coppie.

In una di queste sale appartate, con un banale pretesto, sarebbe stata portata la preda, aggredita con brutale decisione dal gruppo di complici del trans sudamericano, nessuno dei quali sembra avere avuto pietà della ragazza, violentata a turno da tutti i presenti nonostante la richiesta disperata di aiuto.

Sofferta, ma necessaria, la denuncia al vicino commissariato di Polizia, presentata insieme al fidanzato, rimasto inizialmente all’oscuro dei fatti. Il riconoscimento di uno degli aggressori è avvenuto grazie alle immagini captate tramite una ricerca su Facebook: violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona i due reati dei quali l’imputato dovrà rispondere alla Procura di Roma, investita delle indagini sul vergognoso episodio (ritenuto “quantomeno dubbio e non provato” dall’avvocato difensore) verificatosi nel 2010 al Testaccio.

Le altre persone, dal numero indefinito, coinvolte nello stupro dentro la dark room del club romano, dall’avvio dell’inchiesta ad oggi, sono rimaste ignote agli inquirenti.

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