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Stupro in caserma, Carabinieri 'provocati'

In settimana saranno riascoltati i tre Carabinieri e il vigile accusati di violenza sessuale ai danni di una donna di 32 anni. Lo stupro sarebbe avvenuto nella stazione dell'arma del Quadraro, ma non sono ancora chiare le dinamiche della vicenda.

Al momento il vigile è stato trasferito, anche se era stata richiesta dal Pd la sua sospensione dal servizio. L'uomo non avrebbe partecipato attivamente alla violenza, perchè si è confessato 'di un altro orientamento sessuale'. Posizione poco credibile anche in quanto è il suo il tatuaggio che la ragazza ricorda di aver visto su uno degli uomini che hanno abusato di lei.

Intanto uno dei carabinieri ha confessato: 'Quello che ho fatto non potrò mai perdonarmelo, e non potrò perdonarmi per avere costretto l’Arma a subire quest’onta. Ho sbagliato e sono pronto a pagarne le conseguenze'. L'agente è difeso dall'avvocato Carlo Taormina, il quale parla di 'provocazione'.

Il legale ha dichiarato a Il tempo: 'I carabinieri sono stati provocati. La ragazza era consenziente e ha pesantemente provocato gli indagati'. E ha aggiunto: 'I tre carabinieri indagati erano fuori servizio, quindi si tratta di capire se questa situazione si possa configurare come abuso di autorità'.

In questa questione è intervenuto anche il Ministro Ignazio La Russa: 'Anche se si accertasse che non c’è reato, quanto accaduto nella caserma del Quadraro a Roma resta un fatto di una gravità spaventosa, e non deve più succedere in una caserma dei carabinieri. Non c’è spazio per alcun tipo di giustificazione, nemmeno nel caso assurdo in cui si accertasse che ci fosse stata provocazione, che non credo ci sia stata. Il trasferimento non basta, comunque vada a finire l’indagine giudiziaria non può bastare. Per i militari sospensione immediata dal servizio, subito, senza attendere l’esito delle indagini'.

 (foto © LaPresse)

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