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Sulcis, interviene il governo: "La chiusura a dicembre non è scritta"

  • Corriere.it

La protesta dei minatori del Sulcis, barricati a 400 metri di profondità nella cava di Nuraxi Figus a Gonnesa, in provincia di Cagliari, potrebbe cominciare a dare i suoi frutti.

In attesa dell'incontro di venerdì tra Regione, Governo e sindacati per discutere il futuro della miniera, l'esecutivo si è esposto sulla questione con una posizione rassicurante per i lavoratori, che da domenica scorsa hanno organizzato l'occupazione dell'impianto per l'estrazone del carbone.

Carbosulcis: gli operai occupano la miniera con 400 chili di esplosivo

La chiusura della miniera, in difficoltà per la crisi del mercato, potrebbe non essere una certezza. A dichiararlo è stato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, con un intervento a Radio Anch'Io: "Non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere entro il 31 dicembre. Noi pensiamo che si possano trovare delle soluzioni". Un'apertura importante che preannuncia la volontà dell'esecutivo tecnico di improntare un piano per il rilancio dell'unica miniera di carbone ancora attiva in Italia, con la conseguente tutela dei posti di lavoro di 500 dipendenti a rischio licenziamento.

L'intervento di De Vincenti a Radio Anch'io: guarda il video

La strada da intraprendere sarà definita solo nell'incontro in sede nazionale di domani al ministero dello Sviluppo economico, cui parteciperà la Regione Sardegna. Secondo De Vincenti la decisione di stabilire la chiusura dello stabilimento spetta proprio all'ente, in quanto proprietario al 100% della Carbosulcis, ma l'auspicio è quello di individuare "possibili soluzioni alternative. Ci aspettiamo che la Regione venga con una proposta più realistica - ha spiegato De vincenti - È la Regione che deve chiarire".

I prossimi giorni saranno cruciali per i destini di alcune tra le principali aziende in crisi dell'isola: sabato si discuterà la questione dell'Alcoa di Portovesme, l'azienda metallurgica i cui lavoratori sono in sciopero da giorni contro la minaccia di chiusura. Il sottosegretatio ha precisato come anche su questo fronte il governo "è impegnato a continuare i contatti con interlocutori industriali".

Un operaio del Sulcis si taglia i polsi: guarda il video

Intanto la protesta dei minatori del Sulcis che hanno occupato la cava, custodendo anche esplosivo e detonatori che normalmente sono usati per l'estrazione del carbone, si fa sempre più esasperata: ieri uno degli operai, il delegato sindacale Stefano Meletti, ha dato vita ieri ad atto drammatico di autolesionismo, ferendosi al polso destro con un coltello davanti ai cronisti. Al gesto è seguito il messaggio di Giorgio Napolitano, che si è detto dalla parte degli operai nella lotta per la difesa del posto di lavoro: "La loro storia è parte integrante della storia del lavoro in Sardegna - ha scritto il Presidente in una nota ufficiale - ed è espressione specialissima di attaccamento alla loro terra e di impegno umano e professionale, anche nelle condizioni più pesanti, nell'interesse generale della Regione e del Paese. Capisco perciò fino in fondo la volontà di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le loro famiglie".

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