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Suora scappa da convento: “Io come una schiava”

Soprusi, maltrattamenti, cure mediche negate. Tutto in un convento della Congregazione dello Spirito Santo, a Roma, presso l’Ospedale Gemelli. Le accuse arrivano da una Suora nata 48 anni fa nelle Filippine e sono state confermate da due consorelle a Palazzo di Giustizia a Roma.

La suora è arrivata in Italia nel 1997: “Quando sono arrivata a Roma con altre consorelle” ha raccontato la Suora in alcune dichiarazioni riportate da “Repubblica” “mi era stato detto che avrei dovuto imparare l'italiano e dedicarmi all'apostolato con periodi di formazione e meditazione. Ma ho sempre e solo lavorato nel convento che, in realtà, è una pensione a una stella, “Albergo suore dello Spirito Santo”, con oltre 50 stanze. Nonostante fossi gravemente malata da tempo, la madre superiora mi privava di qualsiasi cura e assistenza medica, delle medicine e mi ordinava di continuare a lavorare”.

La fuga della suora filippina è avvenuta l’8 marzo dello scorso anno “Ora ho trovato rifugio in un centro antiviolenza”. Le sue sofferenze sono state raccolte in una denuncia presentata dall'avvocato Teresa Manente, dell'ufficio legale di “Differenza donna”.

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