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Superenalotto, alla Sicilia un ottavo di tutte le giocate fatte nell'isola

Come evidenziato dal quotidiano Il Corriere della Sera, la notizia secondo cui l'erario lascia alla Sicilia il 12,25 per cento della raccolta locale delle giocate al Superenalotto ha scatenato sul web una sorta di fastidio e irritazione. E in molti si sono chiesti il perché di tanta generosità solo verso l'isola del Mezzogiorno. Grazie a questo "privilegio" la Regione ha incassato, nelle sole prime settimane di agosto, ben 2,7 milioni di euro.

Secondo quanto reso noto dalle agenzie lo Stato incassa il 49,5 per cento delle somme giocate agli sportelli Sisal di tutta Italia tranne che in Sicilia dove la percentuale scende a poco più del 37 per cento. In base, infatti, all'articolo 6 della legge 599 del 1993 e del successivo decreto 11 giugno 2009, "Misure per la regolamentazione dei flussi finanziari connessi all'Enalotto", lo Stato deve lasciare il 12,25 per cento delle somme giocate nell'isola alla Regione.

Ma l'articolo 6 di quella legge del 1993 non si riferisce solo al Superenalotto, sono incluse infatti tutte "le riscossioni dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato a norma dell'articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496". Quindi lo Stato gira alla Regione un ottavo di tutti gli incassi siciliani di tutti i giochi di questo tipo.

Un fatto che rischia di incrementare la già accesa polemica sui troppi "aiutini" che sarebbero destinati ad una Regione, comunque, in difficoltà economica. Ma i diversi trattamenti di favore di cui la Sicilia gode sembrano davvero cominciare a far storcere il naso a molti.

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