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Sweetie, bambina di 10 anni contattata sul web da migliaia di pedofili: ma è una trappola di una Ong

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20 mila utenti da tutto il mondo per sesso online in due mesi mezzo: sono gli agghiaccianti numeri di Sweetie, una bambina filippina di 10 anni contattata da migliaia di pedofili, pronti a pagare per soddisfare le loro pulsioni deviate. Per fortuna però, almeno questa volta, dall'altra parte dello schermo non c'era una ragazzina in carne ossa, ma un avatar, un'adolescente virtuale creata dalla Ong Terre des Hommes proprio per richiamare l'attenzione su quella che è una vera e propria piaga del Terzo Millennio: la prostituzione minorile sul web.

"Quella di oggi è la dimostrazione di come pedofili e sfruttatori di bambini possano agire indisturbati nella rete, ma anche di come sia facile rintracciarli", ha detto Raffaele K. Salinari, presidente della Ong, mentre il direttore della sezione olandese, Albert Jaap van Santbrink, ha precisato che con Sweetie è stato possibile identificare "facilmente" più di mille pedofili in 65 Paesi e il responsabile del progetto, Hans Guyt, ha spiegato che tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che i "predatori", "dal momento che si muovono su Internet", "pensano che nessuno li sta guardando".

Tuttavia, fino a oggi solo sei pedofili online sono stati fermati e messi in prigione: "Siamo indignati per il numero minimo di turisti sessuali via webcam che sono stati arrestati", è stato il commento di Terres des Hommes, con Van Santbrink che ha sottolineato che i mille predatori individuati dalla Ong con mezzi limitati potrebbero essere molti di più con quelli della polizia e delle autorità internazionali. "Con più risorse avremmo potuto facilmente identificare anche 10.000 persone", ha dichiarato infatti Guyt.

Intanto comunque l'Ong comunque ha consegnato all'Interpol foto, numeri di telefono e indirizzi dei pedofili che i suoi operatori sono riusciti a stanare utilizzando le sembianze di Sweetie, il cui profilo è stato lanciato in numerose chat pubbliche mondiali, venendo immediatamente contattato da migliaia di predatori. Una dinamica che - purtroppo - è uno spaccato della realtà quotidiana: secondo Terres des Hommes, infatti, il numero di bambini vittime del turismo sessuale via webcam, o Webcam Child Sex Tourism (WCST), che comprende sia la prostituzione che la pornografia infantile, è in crescita costante e fa i registrare i flussi maggiori nelle Filippine e nel Sud Est Asiatico.

"Le Nazioni Unite hanno stilato delle norme che rendono illegale questo tipo di violenza sui bambini quasi in ogni parte del mondo. Ma il problema maggiore è che la polizia non intraprende azioni finché le vittime non sporgono denuncia", ha spiegato Guyt, aggiungendo: "Com'è ovvio, i bambini non riescono quasi mai a denunciare questo tipo di crimini, perché di solito provengono da famiglie molto povere e vengono costretti dagli adulti a prostituirsi online. A volte dovrebbero testimoniare contro la loro stessa famiglia, cosa quasi impossibile".

Un pozzo nero di abusi e violenza, che ha dei danni psicologici gravissimi, devastanti quanto se non più di quelli fisici, e che conduce i bambini a fare uso di droghe e alcol per trovare conforto, trascinandoli in una spirale di depressione che molto spesso, se non sempre, li porta all'autodistruzione.

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