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Taranto: tumori aumentati del 30% a causa dell'Ilva

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A Taranto l'aumento della mortalità per tumori è un dato ormai ufficiale: il ministero della Salute ha reso pubblico l'esito di uno studio commissionato dall'Istituto superiore di sanità sull'incidenza dei tumori nella città degli stabilimenti dell'acciaieria Ilva. E le cifre parlano chiaro: sono proprio questi impianti i maggiori responsabili dell'inquinamento ambientale della città.

Il ministro Balduzzi su Taranto: "C'è un eccesso di tumori rispetto al resto del Sud". Guarda il video

In particolare le strutture dell'altoforno, della cocheria e dell'agglomerazione dell'azienda siderurgica emettono il 99% delle sostanze inquinanti totali, con effetti disastrosi sulla salute di chi respira ogni giorno quantità di benzopirene ben al di là della soglia di sicurezza. Aggiornati a tre anni fa, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha presentato il rapporto "Ambiente e salute" presso l'Ospedale SS Annunziata della città pugliese e poi in Prefettura durante un incontro con le associazioni ambientaliste. Dati che evidenziano una situazione di criticità sempre in crescita.

Ilva: confermato il sequestro degli impianti

Nell'arco temporaledal 2003 al 2009 nel complesso della popolazione tarantina si è registrato un incremento di tumori del 30%, con un significativo aumento di malattie nel primo anno di vita dei bambini. Per le donne del capoluogo pugliese la percentuale è ancora più impressionante: in sei anni si è passati per alcune patologie tumorali, come quella allo stomaco, dal 24% al 100, con un incremento dell'80% del tumore al corpo utero superiore e un +24% di tumori alla mammella. A Taranto si muore di tumori al fegato (aumentati del 75%), di linfoma non Hodgkin (+43%), di tumori allo stomaco (+100%) e ovviamente di tumori ai polmoni (+48%). In questo senso sono sconcertanti i dati sul mesotelioma pleurico provocato dalle polveri di amianto, la cui incidenza è cresiuta di un allarmante 306%. Stesso discorso per i linfomi (+38%) e i tumori alla trachea, ai bronchi e ai polmoni (+24%).

Un disastro ambientale da cui "emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto" imputabile all'Ilva poichè, si legge nel rapporto, lo stabilimento "è il maggior emettitore di benzopirene nell'area, per oltre il 99% del totale, ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlabili".

In sostanza le rilevazioni confermano che si muore di tumore a Taranto in una percentuale 4 volte maggiore maggiore che nell'intera regione pugliese: la mortalità è in aumento del 14% per gli uomini e dell'8% per le donne. Dati che si inseriscono prepotentemente nella vicenda giudiziaria che coinvolge l'Ilva e che spingono il governo ad un'accelerazione al Piano per la protezione della salute della popolazione cui il ministero dell'Ambiente Clini e il ministero della Salute Balduzzi stanno lavorando insieme all'Istituto superiore di sanità e all'Oms: "I dati sui tumori e la mortalità impongono un programma straordinario per la prevenzione dei rischi ambientali e la protezione salute della popolazione" ha commentato il ministro dell'Ambiente.

Intanto le associazioni ambientaliste di Taranto hanno contestato i ritardi nela presentazione dei dati del rapporto, annunciati a metà settembre e resi pubblici solo oggi: per protesta il lungomare della città è stato invaso da sagome di cartone a simbolo delle morti causate dall'inquinamento e finora passate inosservate. Il governo starebbe pensando all'istituzione di un Centro di osservazione per la salute che incrementi le operazioni di bonifica per l'area di Taranto fissate dal decreto legge dello scorso agosto, che prevede risorse per 336 milioni e la nomina di un commissario straordinario.

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