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Tassate anche le prostitute

“Anche le prostitute devono pagare le tasse”, è quanto stabilito dalla Commissione Tributaria della Lombardia. Una prostituta è stata infatti condannata a pagare una multa di 70mila euro per aver presentato una dichiarazione dei redditi non veritiera, non riuscendo a giustificare il proprio tenore di vita, dal momento che risultava proprietaria di sei appartamenti e due automobili. In primo grado la sanzione era stata annullata, sentenza ribaltata ora in appello.

Una storia che richiama quella di Francesca Nosissia, una signora ultra quarantenne che, messa con le spalle al muro perché senza lavoro, decise qualche mese fa di vendere il proprio corpo in un boschetto ai margini di una trafficata arteria stradale della Lombardia, rilasciando una ricevuta dopo ogni prestazione.

“Ad ogni cliente, dopo l'incontro, rilascio una ricevuta per la somma a me pagata – racconta in un’intervista rilasciata alla Rai- gli importi variano fino a 40 euro a seconda della prestazione effettuata, e su ogni ricevuta fiscale applico tanto di marca da bollo. La legge – dice – non prevede ancora che noi prostitute possiamo rilasciare fatture per gli incontri intimi che abbiamo con i clienti. Ma si parla di una nuova normativa che potrebbe regolarizzarci. Quando arriverà, come già succede in altri posti del mondo, voglio farmi trovare in regola”.

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