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Tema svolto Claudio Magris "L'infinito viaggiare": LA PREFAZIONE

Tra poco disponibile il tema svolto su L'infinito viaggiare di Claudio Magris, scrittore, germanista, e senatore italiano durante la XII legislatura.

Biografia autore
Ha insegnato letteratura tedesca prima presso l'Università di Torino, poi presso quella di Trieste. Impostosi giovanissimo all'attenzione della critica con Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna (1963, elaborazione della tesi di laurea), è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all'interno della letteratura mitteleuropea, e all'interno di una prospettiva metalinguistica,[1] con Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971)[2]. Danubio (1986), forse il suo capolavoro, lo consacra come uno dei massimi scrittori italiani contemporanei. Con questo libro vince il Premio Bagutta nel 1986 e successivamente il Premio Strega nel 1997 con il romanzo Microcosmi e il Premio Principe delle Asturie nel 2004 nella sezione Letteratura e nel 1999 gli vengono assegnati il Premio Chiara alla carriera e il Premio letterario Giuseppe Acerbi, Premio speciale per la saggistica, nel 2007 vince il Premio Mediterraneo per stranieri con À l’Aveugle. Di fede repubblicana,[3] è stato senatore dal 1994 al 1996 eletto nella "lista Magris", collegata alla coalizione dei Progressisti. Nel 2006 è divenuto cittadino onorario di Monfalcone. Magris veniva dato come favorito dall'agenzia di scommesse inglese Ladbrokes per la vincita del Premio Nobel per la letteratura 2007[4], assegnato poi alla scrittrice inglese Doris Lessing. Il 18 ottobre 2009 Claudio Magris viene premiato a Francoforte con il prestigioso premio per la pace «Friedenspreis des deutschen Buchhandels». È collaboratore del Corriere della Sera. Nel 1960 ha sposato la scrittrice Marisa Madieri (1938-1996), che gli ha dato due figli, Francesco e Paolo. Dopo essere rimasto vedovo si è risposato con la scrittrice triestina Jole Zanetti. Nel 2003 è stato insignito del titolo di duca di Segunda Mano dal sovrano del Regno di Redonda. (da Wikipedia)

Ecco LA PREFAZIONE del libro di Claudio Magris da analizzare:
Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forme, salvandola così dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte. Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera,ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra parte. In Verde acqua Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo degli italiani da Fiume dopo la seconda guerra mondiale, nel momento della riscossa slava che li costringe ad andarsene, scopre le origini in parte anche slave della sua famiglia in quel momento vessata dagli slavi in quanto italiana, scopre cioè di appartenere anche a quel mondo da cui si sentiva minacciata, che è, almeno parzialmente, pure suo. Ogni viaggio implica, più o meno, una simile esperienza: qualcuno o qualcosa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano affini e parenti. Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia , si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo. “dov’è la frontiera”, chiede Saramago sul confine tra Spagna e Portogallo ai peci che, nello stesso fiume, nuotano, a seconda che guizzino vicino a una sponda o a un’altra, ora nel Duero ora nel Douro.

Martina Mont

mi sarebbe piaciuta..ma se facessi l'esame Ora, con la "maturita'"della mia eta'!Sarei morta a leggerlo a suo tempo.e'pretenzioso, se rispecchiasse il livello dello studente medio...forse si ma, a me, sembra privilegi un popolo di nicchia..o forse le cose sono cambiate ed i programmi si sono strasviluppati! Il viaggio ed il suo simbolismo mi hanno sempre affascinato ed in questa prefazione porta con se'tutta l'individualita'e la soggettivita'di un essere umano e della sua esperienza.Avrebbe molto da insegnare questo vedere il viaggio non solo come "scoperta "di altre culture ..ma come apertura verso altre culture..In una societa'che si sta chiudendo all'altro e proiettando sempre di piu'su sè stessa! se insegnassero cosi'..potremmo sperare in una societa'migliore..!

2013-06-19 09:11:38
Marco Zicari

Cu fù?

2013-06-21 15:14:32

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