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Terracina, il boss Gaetano Marino ucciso tra i bagnanti

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Pomeriggio di terrore sul lungomare Circe, in pieno centro a Terracina: il boss della camorra Gaetano Marino, 48 anni, è stato ucciso con 11 colpi di proiettile davanti allo stabilimento La Sirenella, che a quell'ora, circa le 16, era affollato di bagnanti. Nella sparatoria, da ciò che risulta, sarebbe rimasto ferito anche un altro uomo, di cui però non si conoscono le generalità, nè se è in qualche modo collegato al morto.

Gaetano Marino ospite di 'Canzoni e Sfide' su Raidue, il video

Per il momento sulla ricostruzione dell'accaduto si conoscono pochi dettagli ma, a quanto sembra, la vittima si trovava in spiaggia con la famiglia, quando è stata chiamata al telefono dello stabilimento, dove però lo aspettava uno - forse due - killer. A quel punto si è scatenato un violento scontro a fuoco (per gli investigatori sono stati esplosi non meno di 7 colpi, probabilmente 11), dal quale Marino non ha avuto scampo. Sul posto sono subito intervenuti gli uomini della Squadra mobile di Latina, coordinati dal questore Alberto Intini.

L'omicidio di Marino - boss di spicco della camorra, appartenente al clan degli Scissionisti - riaccende l'emergenza criminalità sul litorale laziale, dopo l'uccisione lo scorso 26 luglio dell'esponente del clan Moccia Modestino Pellino con 5 colpi di pistola in pieno centro a Nettuno e il ritrovamento il 3 agosto, tra due cabine di uno stabilimento di Ostia, di una bomba (fortunatamente non innescata).

Gaetano Marino aveva fatto parlare di sè non molto tempo fa quando, durante la trasmissione di capodanno di Raidue 'Canzoni e Sfide', sua figlia Mary, una bambina di dodici anni, gli aveva dedicato un vero e proprio inno, in quella che la presentatrice Lorena Bianchetti aveva definito "un'esibizione veramente intensa". Un episodio sul quale, a febbraio, aveva sollevato una veemente polemica Roberto Saviano, raccontando la biografia criminale dell'uomo e chiedendosi il perché di quell'omaggio da parte della Rai, con la piccola Mary invitata dalla conduttrice a dare "un bacino" al papà, seduto "in prima fila" e "ripreso senza inquadrare le mani di legno", perse, come racconta ancora lo scrittore, "per lo scoppio di un ordigno", secondo una versione, perché durante la "guerra di camorra con i Ruocco, anni '90, si voleva fargli saltare la villa" e, secondo un'altra, perché lui stesso "stava lanciando una bomba a mano esplosa prima del tempo".

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