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Terremoto ad Haiti, scoppia il caos. Identificata la prima vittima italiana

Il ritardo dei soccorsi da parte della comunità internazionale ha scatenato la protesta tra la popolazione disperata di Haiti colpita dal devastante terremoto del 12 gennaio. Già durante la notte in Italia sono arrivate notizie secondo le quali nella capitale Port au Prince in molti avevano cominciato a bloccare le strade con i cadaveri.

Una protesta che non può far altro che ostacolare il difficoltoso arrivo degli aiuti, ma che è stata motivata dalla disperazione più totale in cui questa povera gente versa. La grave situazione che sta vivendo il Paese e il ritardo dei soccorsi fanno temere due possibili e tremende conseguenze: il diffondersi di epidemie e la violenta sollevazione popolare.

Come riferito dalla Reuters, il fotografo del Time Shaul Schwarz ha detto di aver visto almeno due posti di blocco formati con i cadaveri delle vittime del terremoto. 'Stanno cominciando a bloccare le strade con i cadaveri - ha raccontato Schwarz - La situazione sta diventando davvero brutta. Le persone sono stufe di non ricevere aiuto'.

Secondo quanto stimato dalla Croce Rossa di Haiti sarebbero tra le 45mila e le 50mila le persone morte e circa 3 milioni i feriti e i senzatetto. Il presidente Rene Preval ha fatto sapere che 7mila persone sono già state seppellite in una fossa comune. Per quanto riguarda i feriti, i membri delle organizzazioni umanitarie hanno detto che ci sono molte persone che rischiano la vita se non riceveranno al più presto cure adeguate. Purtroppo, come reso noto dal direttore generale di Medici senza Frontiere Italia Kostas Moschochoritis, tutte le 21 strutture sanitarie pubbliche di Port au Prince sono state danneggiate; alcune sono completamente crollate e non c'è nessuna sala operatoria funzionante.

Per quanto riguarda gli italiani, la Farnesina è a lavoro per informarsi su chi fosse nel Paese al momento del sisma e cercare di capire se ci siano vittime e, nel caso, chi siano. E, come si legge su Il Corriere della Sera, una prima vittima italiana è stata identificata. Si tratta di Gigliola Martino, 70 anni. La donna, nata a Port au Prince da genitori italiani, è deceduta in ospedale per le ferite riportate nel crollo della sua casa.

La notizia è stata data dal quotidiano d'informazione diretto da Mimmo Porpiglia, già console onorario di Haiti in Italia, La Gente d'Italia sul quale si legge: 'Il figlio, Riccardo Vitello e il cugino Leone Vitello, nelle ore successive al sisma, erano corsi da lei a Bourdon, il quartiere residenziale che confina con Petionville, abitato prevalentemente da italiani, diventato oggi un cumulo di macerie. L'ambasciata francese, l'hotel Cristoph, la sede distaccata della Minusta, le residenze dei Caprio, dei Martino, dei Riccardi, dei Cianciulli, dei De Matteis, dei Vitiello non esistono più. Gigliola Martino viveva da sola con due persone di servizio, una badante e un garzone'.

 (foto © LaPresse)

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