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Terremoto Emilia, gli sfollati sono 5 mila: fischi a Monti

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Gli sfollati del terremoto che domenica ha colpito l'Emilia Romagna, causando sette morti e una cinquantina di feriti, salgono a 5 mila. I cittadini hanno passato la terza notte fuori dalle proprie case e i paesi risultano attualmente senza luce e gas: il sisma ha fatto saltare le tubature. L'assessore Elisa Poletti stamani al centro operativo misto di Finale Emilia (Modena) ha detto: "Nelle cinque tendopoli che abbiamo allestestito la notte è passata abbastanza tranquilla ma, a causa del maltempo, è stato molto freddo. Abbiamo bisogno di coperte e le abbiamo richieste".

Nuove scosse di magnitudo 4.1 sono state avvertite tra le province di Modena e Ferrara per tutto il pomeriggio di ieri. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ne ha contate circa 170. Le scossa hanno provacato ulteriori danni al patrimonio artistico che è ormai irreparabilmente condannato. Per chiese ed edifici storici, il sisma di ieri è stato un "durissimo colpo", sostiene la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna.

Per non parlare dei milioni di euro persi nel settore dell'agricoltura, allevamenti, prodotti dop come il prosciutto di Parma o Modena o al lambrusco e alle aziende di ortofrutta tra Modena, Ferrara, Mantova e Bologna. Il consorzio del Parmigiano Reggiano ha fatto i primi calcoli: 170mila forme cadute nei caseifici tra Bologna e Modena, 130mila in provincia di Mantova. La perdita corrisponde a quasi il 10 per cento della produzione nazionale di un anno, che è di oltre 3 milioni di forme. Vanno poi aggiunte altre 120-130mila forme di Grana Padano. E la Coldiretti stima un danno di duecento milioni in tutti i settori agricoli e dell'allevamento solo per i propri iscritti.

Mario Monti è giunto in serata nei due paesi più colpiti dal terremoto: Sant'Agostino e Finale. Il Premier accompagnato dal Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, è stato duramente contestato. Il Presidente è stato fischiato da un gruppo di cittadini. "Poteva stare a casa - ha spiegato una signora - è venuto perché questo è un circo mediatico. Abbiamo tanti problemi, c'è rabbia e paura. Da uno Stato ci si aspetta quello che lo Stato dovrebbe fare: fischiamo per esprimere il nostro malcontento".

Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Antonio Catricalà, per affrontare l'emergenza terremoto, ha annunciato per la popolazione colpita una deroga del patto di stabilità e il rinvio dei pagamenti di tributi e contributi e in più si pensa ad ammortizzatori in deroga.

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