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Terremoto in Emilia: nuova scossa di magnitudo 2.8

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Non trova pace la terra emiliana: dopo lo sciame sismico dello scorso maggio, una nuova scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata alle 7.42 di questa mattina dalla rete sismica dell'Ingv. La terra ha tremato ancora al confine con la Lombardia, con epicentro nell'area compresa tra i comuni più colpiti dal precedente sisma, quelli di Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro, nel Modenese, e Poggio Rusco e San Giovanni del Dosso, nel Mantovano. Per fortuna stavolta non sono stati registrati danni a cose e persone.

Terremoto in Emilia: la proposta del ministro Severino per la ricostruzione

In realtà non si tratta un evento isolato, perchè anche nei giorni scorsi si sono verificate altre due scosse: l'ultima in ordine di tempo due giorni fa, alle 3.53 e con una magnitudo 2, con epicentro nel Modenese tra Camposanto, Medolla e San Felice sul Panaro e un'altra di magnitudo 3, rilevata alle 20.26 del 6 agosto, tra Finale Emilia e San Felice sul Panaroancora, sempre nel Modenese.

Il terremoto che ha devastato l'Emilia nel maggio scorso hanno colpito una popolazione di quasi 770mila abitanti, con danni ingenti che secondo le stime della Regione Emilia Romagna ammontano a 3,2 miliardi per gli gli immobili e di 5 miliardi per i settori dell'industria, dell'agricoltura e dei servizi. Cifre preoccupanti per un'area produttiva che vale l'1,8% del Pil nazionale. Grazie al fondo di 6 miliardi di euro, stanziato in base al decreto sulla cosiddetta "spending review", approvato la settimana scorsa, il presidente della Regione Vasco Errani, Commissario delegato per la ricostruzione, ha emanato i provvedimenti per avviare il piano casa per le aree terremotate, necessario per affrontare le emergenze abitative.

Intanto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha annunciato che nei prossimi giorni si recherà in visita nelle zone terremotate: "Vado per dare vita a un gruppo di lavoro interforze di altissima specializzazione tecnica che vigilerà sugli appalti per la ricostruzione - ha dichiarato a Radio1 Rai - per garantire che ogni denaro speso per la ricostruzione sia fatto nel massimo della legalità e senza infiltrazioni della criminalità organizzata". Già, perchè come accaduto in Abruzzo con le inchieste sulle varie "cricche" pronte a spartirsi gli appalti della ricostruzione, l'allerta maggiore è rivolta al pericolo di speculazione delle mafie.

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