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Terremoto in Emilia, Severino: "Detenuti per ricostruire"

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Usare i detenuti per ricostruire i paesi dell'Emilia Romagna distrutti dal terremoto. E' la proposta lanciata dal ministro della Giustizia Paola Severino che, manco a dirlo, ha già accesso mille polemiche. Il Guardasigilli, ieri in visita nei carceri Dozza di Bologna e di Castelfranco Emilia nel Modenese, ha proposto il provvedimento per l'utilizzo dei carcerati meno pericolosi per uno scopo utile alla società: chi ha sbagliato potrà ricostruire le città. Anche nel terremoto dell'Irpinia del 1980 i detenuti si dettero da fare per rimuovere le macerie insieme agli agenti penitenziari: nessuno ne approfittò per fuggire.

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"In un momento come questo che richiede interventi tempestivi penso che si potrebbe vedere anche parte della popolazione carceraria protagonista di un'esemplare ripresa", ha detto il ministro. Chiarendo subito dopo che l'iniziativa riguarderebbe i detenuti "non pericolosi e già in regime di semilibertà". Secondo le stime del ministro potrebbero essere 246 carcerati tossicodipendenti o il 57% degli extracomunitari che compongono la popolazione carceraria della Dozza a poter essere impiegati.

Crolla la torre dell'orologio

La proposta della Severino ha fatto scoppiare opinioni contrastanti. Per il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, presidente del Forum per la Sanità Penitenziaria: "La proposta del ministro Severino di far partecipare i detenuti alla ricostruzione delle zone terremotate va nella giusta direzione". Tra gli oppositori più radicali c'è Roberto Calderoli il quale suggerisce: "Al posto di aprire le porte delle galere con il rischio di fare uscire anche persone pericolose, facciamo invece tornare dalle varie missioni all'estero le migliaia di nostri soldati dislocati in giro per il mondo". Positivo, invece, il deputato Udc Roberto Rao che su Twitter scrive: "Chi in passato ha sbagliato, oggi può ricostruire. Brava Severino sull'impiego dei carcerati non pericolosi nella ricostruzione!".

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Dopo quella di magnitudo 5.1 registrata domenica sera, ieri in Emilia Romagna è stata un'altra lunga giornata di sismi più o meno intensi. Una scossa sismica di 3.1 è stata avvertita dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova alle 00.27.

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