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Terremoto L'Aquila, quarto anniversario: il ricordo e le polemiche

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Erano le 3.32 del 6 aprile 2009 quando una scossa di magnitudo momento 6,3 Mw (5,9 sulla scala della magnitudo locale) ha cambiato per sempre la vita degli abitanti de L'Aquila e il volto della città e ieri sera, per la quarta volta, i sopravvissuti, i parenti delle 309 vittime, le istituzioni hanno ricordato quei tragici momenti con la fiaccolata che ormai è diventata un simbolo del terremoto. Unica differenza rispetto agli altri anni, la processione è iniziata alle 22 anziché alle 24, per permettere a un più grande numero di persone di partecipare.

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In un silenzio commosso e irreale, il serpentone ha percorso tutta via XX Settembre fino alla Casa dello Studente, dove si è fermato a ricordare i ragazzi morti nel crollo della palazzina, tra lacrime, abbracci e dolore. Alla testa del corteo c'erano proprio i genitori, i fratelli e le sorelle dei giovani rimasti uccisi sotto le macerie del pensionato, seguiti dal sindaco della città, Massimo Cialente, dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, dal senatore Stefania Pezzopane, da alcuni deputati del Movimento 5 Stelle, dal presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e dal presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.

Alla manifestazione erano presenti anche i familiari degli operai della Thyssen e della strage di Viareggio, con una delle mamme toscane che ha spiegato: "Sono quattro anni che veniamo qui. A voi ci unisce il dolore e la volontà di ottenere giustizia".

Il corteo si è concluso in Piazza Duomo, dove come ogni anno sono stati letti i nomi delle 309 vittime, in un'atmosfera permeata di sconforto, nonostante l'invito dell'arcivescovo de L'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, a non cedervi: "Questo e l'anniversario più brutto perché si è persa la speranza. C'è un cronoprogramma, ora servono i soldi qualunque sia il governo altrimenti la città muore", ha dichiarato infatti il sindaco Cialente.

Sulla ricostruzione della città, infatti, grava "una burocrazia da incubo", come scrive Il Corriere della Sera, che fa i conti della tragedia dalla quale L'Aquila, a distanza di quattro anni, ancora non riesce a risollevarsi. Sono infatti 22.206 gli sfollati, 12.318 dei quali vivono nelle 'celebri' C.a.s.e. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili) di Berlusconi, "2.700 in moduli provvisori, 240 in abitazioni del Fondo Immobiliare", mentre 6.686 "ricevono un 'contributo autonoma sistemazione'" e 259 sono alloggiati in soluzioni abitative di tipo diverso, compresa la famosa caserma Coppito del G8. Ma quello che veramente lascia senza parole sono le "1.109 leggi e ordinanze" che come scrive ancora Il Corriere "si aggrovigliano come i ponteggi che ingabbiano la città". Un assurdo ostacolo verso la ripresa e la rinascita. A quattro anni di distanza dal terremoto.

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