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Terremoto L'Aquila: un anno dopo si ricorda la devastazione

E' trascorso un anno dal tragico terremoto che nella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 ha letteralmente sconquassato L'Aquila e la sua provincia che ha voluto ricordare le vittime con una fiaccolata.

Guarda le immagini della fiaccolata in onore delle vittime

La prima scossa del terremoto si verificò alle 3.32 della notte tra il 5 e il 6 aprile dello scorso anno mentre la seconda scossa si avvertì, forte e devastante, la sera del 6 aprile; ma le scosse si susseguirono per circa due mesi e tra assestamento e nuove devastazioni, le condizioni dei cittadini di questa zona sono rimaste per mesi molto disagiate.

Guarda le foto del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009

28 secondi di terrore resi ancora più pesanti dalle rassicurazioni che nei giorni precedenti il sisma arrivarono da più parti: la terra tremava leggermente ma le amministrazioni si premurarono di rassicurare tutti, salvo poi fare marcia indietro quando la grande scossa travolse tutto e portò con sè 308 morti.

Che questa notte sono stati ricordati con 308 rintocchi di campane a lutto e una fiaccolata che ha attraversato via Castello, via Zara, porta Leone, via Atri, via Caldora e via Strinella, per passare davanti al piazzale di Collemaggio, superare la Villa Comunale e arrivare nella piazza del Duomo; a Collemaggio il vescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, e dal vescovo ausiliario, monsignor Giovanni D'Ercole, hanno celebrato la messa solenne.

Alle 20.30 la Corale Gran Sasso sotto il tendone allestito nel mezzo della piazza principale aveva regalato un omaggio alla città dell'Aquila e alle vittime del terremoto, celebrando la bellezza della città e dei suoi abitanti.

Agli aquilani sono arrivati i messaggi di cordoglio del Papa e del Capo dello Stato mentre l messaggio del premier Silvio Berlusconi è stato accolto in maniera fredda e con fischi; ad oggi, infatti, si cercano ancora i responsabili, quelli che non si sono assunti la responsabilità di raccontare le cose come stavano mettendo in guardia i cittadini invece di abbandonarli in balia del destino.

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