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Terremoto Mormanno, tutti gli aggiornamenti di oggi

Il sisma che si è registrato questa notte con epicentro nel Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria (avvertito anche a Napoli), ha generato la sua scossa più forte, 5 gradi di magnitudo, subito dopo l'una di notte. La situazione più difficile si è verificata nel cosentino, nei comuni di Mormanno, Rotonda, Laino Borgo, Laino Castello e Castrovillari dove gli abitanti si sono riversati in strada.

Le prime foto del terremoto

La diretta sul terremoto del Pollino

Nei comuni epicentro del terremoto (Mormanno e Laino Castello, a una profondità di 6.3 kilometri) si sono verificati diversi crolli di edifici e caseggiati, ma senza feriti. A Scalea invece, un anziano è morto in seguito ad un infarto, forse per lo spavento del terremoto. Sempre a Mormanno è stato evacuato l'ospedale cittadino, la cattedrale è dichiarata inagible e le scuole sono chiuse. Non si sono registrati danni alle autostrade e ai collegamenti con i comuni interessati dal sisma, ma l'allerta è alta perchè lo sciame sismico non si arresta: fino al mattino sono state registrati circa cento episodi di entità più lieve (magnitudo 3), con la scossa più forte di magnitudo 3.3. L'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia non esclude nuove scosse di assestamento nelle prossime ore.

Le testimonianze degli abitanti di Mormanno: guarda il video

Oggi a Mormanno i sindaci dei comuni colpiti sono impegnati in una riunione tecnica presieduta il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, in cui si farà il punto della situazione. "A Mormanno la risposta all'emergenza terremoto è stata ottima - ha detto Gabrielli, complimentandosi per la predisposizione delle misure di sicurezza - il sistema ha funzionato bene". Quelle di stanotte sono state le scosse più intense di uno sciame che si trascina da due anni: dal 2010 esiste sul territorio cosentino, al confine con la Basilicata, una sequenza di forte attività tellurica, in una regione storicamante ad elevata pericolosità per quanto riguarda il rischio sismico. Sono stati oltre 5000 gli eventi sismici registrati negli ultimi mesi, tanto che il sindaco di Mormanno Guglielmo Armentano aveva già avvertito la Protezione civile inviando un comunicato il 2 ottobre scorso, per chiedere che si intervenisse con le misure di prevenzione necessarie.

E proprio nel confronto tra la Protezione civile e la Commissione Grandi rischi sono emersi orientamenti diversi sul grado di allarme nella zona del Pollino. Il 4 ottobre scorso la Commissione (lo stesso organo oggi dimissionario dopo la sentenza sul terremoto dell'Aquila) si era riunita su impulso della Protezione civile per verificare la situazione denunciata dal sindaco di Mormanno. Il documento emerso da quell'incontro rivela il crescente pericolo denunciato dalla Commissione: "Nel breve termine la sismicità dell’area Mercure-Pollino ha avuto un chiaro aumento dalla fine del 2011. Per la sequenza dell’inverno 2011-2012 le probabilità di un evento M 5.5+ sono aumentate rispetto al background di almeno 100 volte (...). Per la sequenza cominciata nel maggio 2012, queste probabilità sono state anche 200 volte superiori al background (dopo il M 4.3)". Dunque la Commissione aveva sottolineato come fosse da tenere in considerazione la circostanza preoccupante che l'intervallo temporale tra una scossa e l’altra si era ridotto negli ultimi mesi, tanto da invitare a potenziare i sistemi di monitoraggio e l'integrazione dei dati tra il Dipartimento della Protezione civile (Dpc) e l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (INGV): "La mancanza di unificazione di tutti i dati disponibili nella fase di emergenza rimane un problema acuto che limita le attività di analisi in tempo reale. Il DPC deve attivarsi con urgenza e con tutti i mezzi possibili per assicurare che tutti i dati rilevanti siano messi a disposizione senza ritardo alcuno". L'invito è dunque a concretizzare un'azione di controllo sistematico, poichè "l’andamento osservato degli sciami (...) può consentirne l’utilizzo con finalità di allerta".

Sul discorso della "finalità di allerta" la risposta del capo della Protezione civile Gabrielli si attesta su un tono decisamente diverso: "Per quanto riguarda il tema dell’allerta (...) ci si chiede in che modo i dati satellitari possano essere rilevanti per le attività di rapida allerta per fini di protezione civile. Inoltre, a proposito dell’andamento degli sciami, si sottolinea come sia necessaria una definizione in termini quantitativi di 'andamento con magnitudo crescente' e una puntualizzazione sul significato dell’espressione 'consentirne l’utilizzo con finalità di allerta'". Insomma, il capo della Protezione Civile sembra chiedere ulteriori specifiche alla Commissione. La relazione si conclude con la presa d'atto che "la probabilità giornaliera di un evento con magnitudo maggiore o uguale a 5.5 (la scossa più forte registrata nella notte del 26 ottobre è proprio di magnitudo 5, ndr) nel corso della sequenza ha raggiunto valori al massimo dell’ordine dello 0,5 per mille". Dopo la sentenza sul comportamento omissivo degli scienziati della Commissione Grandi Rischi per aver fornito "informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie" sul rischio sismico all'Aquila nel 2009, la documentazione pubblicata sul sito del comune di Mormanno in merito al sisma calabrese rischia ora di aprire un nuovo filone di polemiche. Il terremoto nel Pollino poteva essere previsto?

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