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Terremoto nel Sannio di magnitudo 4.1, paura ma nessun danno

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Tanta paura, ma fortunatamente nessun danno. La reazione degli abitanti del Sannio, in Campania, e della provincia di Foggia, in Puglia, oggi è questa, con il pensiero che corre subito veloce ai drammi de L'Aquila e dell'Emilia e, più indietro nel tempo, ai terremoti del 1962 e del 1980, quando in Irpinia una scossa del 10° della Scala Mercalli causò quasi 3.000 morti.

Il terremoto in Emilia Romagna

La scossa di magnitudo 4.1 che stanotte alle 3.08 ha buttato giù dal letto le popolazioni di Paduli (Benevento), Ariano Irpino, Montecalvo Irpino e Melito Irpino (Avellino) e che è stata avvertita distintamente anche in provincia di Foggia non ha avuto conseguenze su persone o cose, ma ha fatto trascorrere ore di apprensione agli abitanti.

Nei tre comuni dell'avellinese colpiti dal terremoto la gente si è immediatamente riversata in strada, convergendo nelle 'aree di raccolta' predisposte dalla Protezione Civile in caso di emergenza sismica, e per la giornata di oggi il sindaco di Ariano Irpino, Antonio Mainiero, ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Una misura puramente precauzionale, come spiega lo stesso primo cittadino: "Al momento non sembra ci siano danni, anche perché dopo i terremoti del 1962 e del 1980 almeno il 75% del patrimonio edilizio è stato sottoposto a normative antisismiche di un certo rilievo. In via precauzionale, però, abbiamo deciso di verificare tutti gli edifici scolastici".

Lo sciame sismico è iniziato pochi minuti prima delle 3 di notte, nel Sannio, con due scosse di magnitudo 2.4, alle quali ha fatto seguito quella di intensità 4.1 e poi una di 2.1 alle 3.18 nella Valle dell'Aterno, vicino L'Aquila, e un'altra del 2.2 alle 3.23 nuovamente nel Sannio. La terra ha continuato a tremare anche all'alba, con un un movimento di magnitudo 3.5 registrato dai sismografici dell'Igv alle 5.47 e un ultimo del 2.5 alle 6.02, entrambi in provincia di Benevento.

La protezione civile rassicura i cittadini e annuncia sopralluoghi di verifica

Secondo i primi dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto di questa notte è avvenuto alla profondità di 11.4 Km (fascia superficiale) ed è stato di tipo estensionale - come quello de L'Aquila - ovvero è stato provocato da una deformazione della crosta terrestre ai lati dell'Appennino, con un movimento perpendicolare rispetto alla catena montuosa.

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