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Terrorismo, il giorno dopo gli attentati in Francia e Tunisia: turisti in fuga da Sousse

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Un bilancio drammatico in termini di morti e di paura. Il terrorismo islamico ha colpito tre diversi continenti: Europa, Africa e Asia. Una strategia di sangue che porta la firma dell'Isis, anche dove non c'è stata una chiara rivendicazione. Il movente che ha ispirato gli attentati è lo stesso: il fanatismo religioso, il jihadismo che punisce l'infedele.

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A Sousse, in Tunisia, il giorno dopo l'attacco sulla spiaggia in cui sono morte 38 persone, è un fuggi-fuggi di turisti. Le agenzie di viaggio hanno predisposto i rientri a chi ne ha fatto richiesta: ed è difficile immaginare che qualcuno possa restare in questo clima di paura. Inoltre, chi ha prenotato una vacanza in Tunisia può cambiare destinazione senza pagare alcuna penale. E per il Paese nordafricano è il colpo più duro: il settore turistico avrebbero potuto dare un po' di respiro a un'economia in affanno. Invece l'Isis ha colpito proprio nel punto debole con l'obiettivo di alimentare la tensione sociale e quindi destabilizzare il percorso democratico avviato, con fatica, dopo la primavera araba.

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La dinamica è stata chiarita: i due attentatori sono arrivati dal mare, a bordo di un gommone, vestiti come bagnanti. Sotto l'ombrellone hanno nascosto i kalashnikov con cui hanno ucciso le persone in spiaggia. Secondo alcune testimonianze, i terroristi hanno seguito fino nell'hotel alcuni turisti in fuga.

Il premier tunisino, Habib Essid, ha annunciato che circa "80 moschee chiuderanno entro una settimana" perché "continuano a diffondere la loro propaganda e il loro veleno per promuovere il terrorismo". Un'azione forte per isolare alcuni luoghi di culto che diventano zone per il reclutamento di nuove leve per l'Isis o altre formazioni estremiste. Resta comunque il problema per la Tunisia: far tornare i turisti per limitare i danni economici.

Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha ammesso: "La Francia deve imparare a convivere con la minaccia costante di attentati terroristici, azione di singoli come quello di ieri vicino a Lione o come le stragi di Parigi di gennaio. E' difficile per una società vivere per anni sotto la minaccia di un attacco. Ma ormai la domanda non è se ci sarà un altro attacco, ma quando questo avverrà". Anche la Francia, dopo l'attacco alla fabbrica di Isère, è in evidente stato di shock.

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