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Terzanimania, i dubbi dei fan

Di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore
di culto e di fama mondiale scomparso nel luglio del 2004, non si è mai parlato tanto come in questi ultimi mesi.
A rinvigorire la popolarita' dell'immagine di Terzani e a diffonderne massicciamente il pensiero ha contribuito in maniera decisiva la pubblicazione di La fine è il mio inizio, libro postumo nel quale lo scrittore riassume al figlio Folco il senso di una vita spesa alla ricerca della storia e del significato più profondo dell'esistenza e della missione dell'uomo (e' disponibile on line da pochi giorni un video di 12 minuti di presentazione del libro).
Fin dal giorno della pubblicazione il libro figura stabilmente in vetta alle classifiche di vendita (l'amministratore delegato della Longanesi punta esplicitamente al milione di copie vendute), i precedenti libri dello scrittore godono di nuova popolarità di riflesso, le proiezioni di documenti video e le occasioni d'incontro e dibattito sulla vita e sul messaggio di Terzani si moltiplicano in tutta Italia. Non solo. La voglia di approfondire la conoscenza di questo affascinante personaggio cresce ogni giorno anche e soprattutto grazie a Internet: Govinda, la newsletter del sito ufficiale, conta piu' di 13600 iscritti in tutto il mondo, e il forum dedicato allo scrittore è sempre molto affollato (senza necessità di moderazione, grazie alla civiltà mostrata dai suoi partecipanti). Tuttavia, pur tra innumerevoli attestati di stima e di gratitudine, scorrendo i messaggi lasciati nel forum dagli iscritti trapelano segnali di disagio per un fenomeno mediatico e a suo modo consumistico che sta dilagando e che forse lo stesso Terzani sarebbe stato il primo a non apprezzare.

Quelli che seguono sono alcuni messaggi tratti dal forum di Terzani che meglio esprimono il diffuso sentimento di smarrimento.

Confesso la fatica di ritrovare sensazioni ed emozioni, che ho condiviso con alcuni di voi/noi. In tutta onestà, faccio fatica a ritrovare Tiziano nell'ultimo libro a colloquio con Folco. Pare che sia tutto svilito da interessi e questioni private.
Andrea

Considero questo ultimo libro una trovata commerciale comunque con alcuni spunti interessanti
silenzio30

Premetto che ho visto qualche intervista di Tiziano Terzani e ho letto alcuni suoi libri, ma in tutto il suo percorso di vita mi é sembrato che i meccanismi di pubblicita, vendita e diffusione della sua immagine gli stavano allergici e stretti; adesso dopo qualche tempo dalla sua morte mi ritrovo che ogni giorno viene proiettato in una citta' diversa un suo video, alla televisione ogni occasione é buona per parlare di lui, i giornali da quelli piu impegnati ai piu leggeri si trova un articolo su di lui, mostre fotografiche e chi piu ne ha piu ne metta; ci manca solo che mettano le sue frasi piu' celebri nei cioccolatini o nelle patatine.
Dopo tutta questa marea mediatica sulla sua figura, viene da chiedersi,quanto lui l'avrebbe voluta, quanto é irrispettosa verso quello che lui ha sempre voluto fare della sua immagine, quanto rende la sua figura troppo diluita e buona anche per tutt?
tntgiallo

Siamo sicuri di non essere di fronte ad una bella operazione commerciale?
Il libro l'ho letto: niente di nuovo sotto il sole.
Ho anche visto il buon Folco nelle sue ultime comparsate (marchette?)TV: e' vero che gli errori dei padri non devono cadere sui figli, ma memmeno i meriti (enormi in questo caso)
Credo che il buon Tiziano non sarebbe stato contento di tutto questo.
beppe


Ma la maggior parte degli utenti del forum non la pensa cosi'.
Interessante ed efficace in tal senso la replica di Alen from Imola.

insomma, i libri possono vendere migliaia di copie, ok, folco può apparire in decine di trasmissioni tv, ok, i giornalisti possono stare qui a fare merletti e ricami, ok,gli attori spettacoli teatrali e i musicisti canzoni dedicatea Terzani, ok, sta di fatto che un po' di umanità
piano piano si sta mettendo in moto. allora mi chiedo: è così un male? o ancora: perché ogni fatto culturale deve essere "storpiato" da una visione "strumentale e commerciale"?
forse siamo troppo abituati a vedere le cose in nero, forse siamo troppo abituati a "consumare", siamo abituati a qualcuno che ci vende qualcosa, così, quando capita che pianopiano qualcosa spunta spontaneamente dal terreno della "partecipazione" la gente pensa subito a facili opportunismi, a convenienti connivenze ecc... peccato. c'è una "gratuità" nella bellezza della cultura che non riusciamo più a percepire.

A margine di tutto cio', una nota personale.
Conoscevo poco Terzani, ho quasi finito La fine è il mio inizio e l'ho trovato molto bello, probabilmente comprerò gli altri suoi libri. Un mio collega che lo segue da piu' tempo mi ha pero' confessato che trovare nella newsletter la pubblicita' dell'attivita' privata del responsabile di Govinda l'ha un po' deluso, così come scoprire l'esistenza di un sentiero guidato tra i luoghi frequentati da Terzani, con tanto di didascalie; "lui si sarebbe fatto una gran risata scuotendo la testa", mi ha detto.
Voi cosa ne pensate?


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