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"The Blues Brothers", un film cattolico

'Siamo in missione per conto di Dio'. Più chiaro di così? 'The Blues Brothers', considerato da molti il musical più riuscito della storia del cinema, è un film cattolico. A definirlo tale è stato proprio il quotidiano del Papa, L’Osservatore Romano, attraverso le parole del direttore in persona, Gian Maria Vian.

I protagonisti Jake ed Elwood - gli straordinari John Belushi e Dan Aykroyd - apprendono con rammarico dalla severissima sorella Mary Stigmata, detta 'la Pinguina', che l'orfanatrofio in cui sono cresciuti rischia di chiudere per debiti. Poi l'illuminazione, nel vero senso della parola: nel sermone battista di Triple Rock ad opera del reverendo interpretato James Brown - una delle tante star che hanno partecipato al film - Jake 'vede la luce': organizzeranno un mega concerto per raccogliere i fondi necessari per salvare 'la loro casa'.

'Per i due - ha scritto Vian - quella istituzione cattolica è tutta la loro famiglia e decidono di salvarla a ogni costo con i suoi piccoli ospiti'. Così partono alla ricerca dei membri della loro storica band, scioltasi quando in precedenza i Blues Brothers, imbroglioni gentiluomini per professione, erano finiti in prigione. Il film, fa notare il direttore dell'Osservatorio, è ricco di elementi religiosi più o meno evidenti, come la foto incorniciata di un giovane Giovanni Paolo II nella casa dell’affittacamere o il trombettista Alan 'Mr. Fabulous' Rubin.

Ma ad essere cattolica è anzitutto la coppia di protagonisti:'A fianco dei piccoli e della Pinguina - ricorda Vian - i fratelli Blues sono capaci di toccanti attenzioni: così Elwood non si dimentica di una terribile crema al formaggio commissionatagli da un anziano amico. E nulla antepongono - Elwood, il più galante, rinuncia persino all’avventura con una fascinosa signorina - alla missione per conto di Dio. Che alla fine riuscirà. Consegnando alla storia del cinema e della musica un film memorabile. Stando ai fatti, cattolico'.

La loro missione, ovviamente, riuscirà. Ma ai due costerà una fuga mozzafiato per sfuggire invano alla polizia e infine l'arresto. Ma di certo ne è valsa la pena. A trent'anni dall'uscita della pellicola, scritta a quattro mani di Aykroyd e dal regista John Landis, 'The Blues Brothers' resta una pietra miliare della settima arte. Se poi piace anche ai cattolici, tanto meglio.

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