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Torino, suicidio nel caffé Platti. Il locale rimane aperto

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Ieri mattina al caffé Platti di Torino, storico locale della città, una donna francese di 66 anni si è tolta la vita sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Cristine Melliant, residente alla Crocetta, si è uccisa nel bagno del locale che, dopo l'accaduto, la titolare ha deciso di non chiudere proseguendo regolarmente la sua attività.

Per uccidersi la vittima ha utilizzato la pistola del marito ormai defunto. A quanto pare la signora francese meditava da tempo il suicidio. La sua era ormai una storia di solitudine e depressione. Da quando il marito, un torinese, se ne era andato vieva da sola; la figlia, sposata, vive a Parigi con la famiglia.

Al momento dello sparo clienti e personale del caffé Platti hanno sentito una boato sordo provenire dal bagno. Il corpo senza vita è stato scoperto dai vigili del fuoco, che hanno aperto la porta chiusa dall'interno dalla donna. Sul posto è subito arrivata la polizia per effettuare i dovuti rilievi e rimuovere il corpo. Nel frattempo, però, il bar non ha chiuso. La sua normale attività è continuata. Ecco l'unica eccezione: per i clienti (ovviamente) non era possibile utilizzare il bagno. A quanto pare, nessuno si è impressionato o è rimasto scandalizzato.

La titolare del caffé ha spiegato: 'Non ho chiuso il bar perché non mi è sembrato opportuno, si è trattato di un fatto molto grave, ma voluto dalla signora. Perché chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al locale, a pagare i dipendenti e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza'. Di questa vicenda, senza dubbio, oltre alla storia drammatica della vittima, colpisce l'indifferenza generale.

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