Excite

Tragedia della montagna in Nepal: morto un alpinista italiano

  • Infophoto

C'è anche un italiano tra le vittime della tragedia di montagna avvenuta in Nepal, sulla catena dell'Himalaya: una valanga ha travolto un gruppo di 35 alpinisti impegnati nella scalata del monte Manaslu, l’ottava vetta del mondo (8.156 metri), provocando diversi morti e alcuni feriti.

Tragedia sull'Himalaya. La testimonianza di Marco Confortola: guarda il video

Il bilancio dei soccorritori, ma si tratta di un dato provvisorio che potrebbe crescere di ora in ora, parla di almeno 13 vittime accertate: tra queste anche Alberto Magliano, esperto alpinista di 62 anni, mentre gli italiani Silvio Mondinelli, Christian Gobbi e Marco Confortola, che facevano parte della spedizione insieme ad altri 5 connazionali, sono illesi. Fra le vittime vi sono anche tedeschi, nepalesi ed un francese.

E’stato proprio Silvio Mondinelli a ricostruire la dinamica del terribile incidente in una telefonata al collega alpinista Agostino da Polenza: secondo la sua testimonianza, un seracco di ghiaccio si è staccato dal fianco della montagna dando vita ad una valanga. La massa si è poi abbattuta all’alba sul campo base n.3 del Manaslu, a 7.000 metri di quota: gli alpinisti sono stati travolti nel sonno mentre dormivano nelle loro tende. Così avrebbe perso la vita Alberto Magliano: "Probabilmente la sua tenda era più pesante della nostra – ha spiegato Mondinelli - dato che conteneva anche delle bombole di ossigeno e quindi il peso le ha impedito di saltar fuori dalla slavina".

Almeno 8 dei 12 alpinisti recuperati sono rimasti bloccati al campo base a causa del maltempo, mentre alcuni feriti sono stati trasportati in elicottero a Kathmandu. Le squadre di soccorso sono impegnate nella ricerca di eventuali altri cadaveri sotto la valanga. Quella che si è verificata sul terribile monte Manaslu, costato la vita a decine di alpinisti che negli anni hanno tentato di scalarlo, è stata già definita come una delle peggiori tragedie accadute in Himalaya-Karakorum, dopo quella del 2008 sul K2, dove morirono 11 alpinisti travolti da una valanga.

La vittima italiana era un alpinista esperto che ha dedicato gran parte della sua vita alla montagna, conquistando vette importanti. Sulla homepage del suo sito si può leggere una presentazione in cui Alberto Magliano manifesta il proprio amore per le scalate: "A chi mi chiede cosa significhi per me la montagna - spesso un po' stupiti nel vedere un non professionista così intensamente impegnato nell'alpinismo - ho sempre risposto che è innanzitutto il luogo della mia libertà. Libertà da tutto ciò che ci vincola, ci impedisce, ci limita, vorrei dire ‘ci trattiene in basso’ (...) L'alpinismo così interpretato diventa una straordinaria attività di vita, molto più di uno sport, ma nulla a che vedere con un lavoro: un modo di vivere, forse addirittura una visione del mondo".

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017