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Trapani, ha un infarto davanti l'ospedale ma è obbligato ad aspettare l'ambulanza. Muore turista

Era in vacanza in Sicilia con un un gruppo di suoi connazionali, quando, mentre si trovava a bordo del pullman, ha avuto un malore. L’autista ha così deciso di raggiungere l’ospedale più vicino chiedendo l’intervento dei soccorsi, ma una volta arrivato gli è stato detto che i medici non potevano intervenire e che avrebbe dovuto chiamare comunque il 118.

Una vicenda che ha dell’incredibile accaduta all’Ospedale San Antonio Abate di Erice, in provincia di Trapani, protagonista un turista israeliano che purtroppo ha trovato la morte. L’arrivo dei soccorsi, dopo mezz’ora -infatti- è stato del tutto inutile: dopo una serie di tentativi di rianimazione il turista è deceduto. Lì, a pochissimi metri dall’Ospedale e dal pronto soccorso dove, a causa di una norma che vieta ai medici di intervenire senza l’ausilio del 118, l’uomo si è visto negare i soccorsi.

Francesco Giurlanda, direttore sanitario del Sant’Antonio Abate, contattato da Repubblica, giustifica così il mancato tempismo dei soccorsi: “Abbiamo fatto un regolamento che recita che all'interno del presidio si può intervenire direttamente senza l'ausilio del 118,  fuori no. Bastava che l'autobus, come accaduto in passato, entrasse nell'area del pronto soccorso e i medici sarebbero subito intervenuti”. Ma evidentemente l’autista non era a conoscenza di questa norma e nessuno -neanche i centralinisti del 118- si è sognato di informarlo per tempo.

All’arrivo delle due ambulanze l’uomo era già morto, tanto che gli agenti di Poliza hanno fatto intervenire le pompe funebri e dall’autobus, il corpo dell’uomo è stato trasportato direttamente all’obitorio del cimitero di Trapani dove si trova in attesa del rimpatrio.

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