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Trappole per bambini nel parco giochi a Mestre. Due ragazzini scavano buche con filo spinato

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di Simone Rausi

Bambini che cercavano di ferire altri bambini. In soldoni, quello che è successo domenica scorsa a Mestre e che è stato riportato oggi dal Gazzettino, non è nient’altro che questo. I protagonisti di questa storia, infatti, non hanno neanche 30 anni in due. Si tratta di due ragazzini di 13 e 14 che lo scorso weekend si sono divertiti a disseminare pericolosissime trappole letali in uno dei parchi giochi più frequentati della città. A sventare quella che poteva essere una tragedia è stata una signora. Ricostruiamo i fatti...

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E’ domenica e siamo a Villa Franchin, un parco che – specie nei giorni di festa – è particolarmente frequentato dai veneziani. Mamme, papà e nonni accompagnano i più piccoli nell’area giochi, uno spazio con la sabbia e le giostre in cui divertirsi e che due ragazzini avevano intenzione di trasformare in un campo minato, una sorta di trincea di guerra. I due infatti sono stati colti in flagrante mentre cercavano di disseminare l’area con trappole rudimentali pericolossissime.

I ragazzini avevano già scavato delle buche e trafficavano con filo spinato e catene che – secondo gli inquirenti – sarebbero dovuti finire nel fondo dei pozzi già scavati. Ad accorgersi di tutto una signora che, insospettita dagli attrezzi che i due stavano costruendo così ripetutamente ha chiamato la polizia. L’obiettivo pareva proprio quello di far finire i bambini o gli accompagnatori dentro queste buche così da farli atterrare su un tappeto di catene e filo spinato. Come si siano procurati questi arnesi i due ragazzini e cosa avessero in mente in realtà rimane ancora un mistero.

I due, infatti, dopo essere stati raggiunti da una volante sono stati portati in Questura. Attualmente la loro posizione è al vaglio della Procura dei minori. Che si sia trattata di una bravata sottovalutata o di un atto premeditato di cui i due conoscevano bene le conseguenze è ancora tutto da appurare. Di certo, in quel di Firenze, poteva essere una tranquilla domenica di sangue.

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