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Tubercolosi a Roma, positivo un bimbo nato a dicembre

  • LaPresse

Il caso Tbc al Policlinico Gemelli di Roma è sempre più allarmante. L'associazione dei consumatori Codacons ha fatto sapere che il papà di un bambino nato nel dicembre 2010 al Policlinico Gemelli ha detto che suo figlio è risultato positivo al test della Tbc. La notizia è stata resa nota dal presidente dell'associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, che a quanto pare ha ricevuto un sms dal papà del bimbo che è stato sottoposto a test privati.

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Il Codacons ha anche fatto sapere che i vertici dell'ospedale hanno dato la propria disponibilità ad incontrare i rappresentanti dell'associazione dei consumatori 'per verificare la situazione delle famiglie, valutare se e quale danno sia stato fatto e cosa si dovrà fare'.

E intanto ieri mattina al Ministero della Salute si è svolto un incontro tra l'Unità di coordinamento per la sorveglianza sulla tubercolosi, istituita dalla Regione Lazio, e il ministro della Salute Ferruccio Fazio, alla presenza della Presidente della Regione Renata Polverini.

Nel corso del question time alla Camera sulla vicenda dell'infermiera malata di tubercolosi al policlinico Gemelli di Roma, il ministro della Salute ha detto: 'Non esiste una emergenza per la Tbc in Italia e i bambini coinvolti grazie alla profilassi non avranno conseguenza. L'infermiera si è ammalata dal 28 luglio di quest'anno e non dal 2004. La positività al test può avvenire anche per via della vaccinazione e non significa essere ammalati di Tbc. L'opinione del governo è che l'ospedale Gemelli, la Regione Lazio e l'Asl Lazio abbiano agito con prontezza e fermezza.'. Aggiungendo: 'Stiamo predisponendo un nuovo documento di indirizzo che riguarda le strutture sanitarie, compreso il settore della neonatologia. Questo atto sarà concordato con le regioni per meglio rendere omogenei i controlli'.

Nel frattempo il Codacons ha avviato una serie di azioni giudiziarie a favore delle famiglie dei bambini coinvolti nel caso Tbc al Gemelli. Sono sette le azioni giudiziarie in questione. Si tratta di due class action, una per i piccoli risultati positivi al test della Tbc e una per quelli negativi; di un'azione penale; di tre amministrative; di un'azione collettiva di risarcimento per le posizioni differenziate delle varie famiglie.

L'associazione dei consumatori ha spiegato che tali azioni 'saranno presentate al tribunale di Roma, sia nella forma della class action, di cui all'art. 140 Bis del codice del consumo con primo firmatario il codacons stesso, sia come azioni collettive di risarcimento per le posizioni differenziate delle varie famiglie. I danni verranno chiesti sia per i bambini risultati positivi al test, sia per quelli al momento risultati non positivi'.

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