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Roma, violenza sessuale ai danni di una turista americana

Sequestrata e violentata dal ragazzo che si era offerto di aiutarla a trovare alloggio per la notte. E' successo a Roma a una giovane turista statunitense che aveva deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza nella capitale.

Arrivata in città martedì, la ragazza, una ventisettenne americana di origine filippine, ha scoperto che la sua prenotazione online in un albergo di via Palestro non era stata registrata, ritrovandosi senza un posto per dormire. In cerca di una nuova sistemazione, la turista si è incamminata verso Termini e qui è stata avvicinata da una coppia di ragazzi rumeni e da un amico che hanno attaccato discorso in inglese. Rassicurata dalla presenza della ragazza e dai modi gentili dell'amico, l'americana ha accettato la proposta di quest'ultimo, Ion Julien Petron, di aiutarla a cercare un posto per la notte e l'ha seguito fino a Villa Borghese.

Quando il suo accompagnatore si è inoltrato nel parco, la ragazza ha avuto un momento di esitazione, ma non immaginando quali fossero le intenzioni di Petron, si è fidata ed è entrata con lui in una vecchia cabina elettrica dismessa il cui ingresso era celato da una botola di cemento. A questo punto, però, il ragazzo gentile si è trasformato: "mi è saltato addosso, ha cominciato a palparmi e a baciarmi dappertutto - ha raccontato in seguito alla polizia, in stato di choc - ho tentato di divincolarmi e di invocare aiuto ma lui mi ha messo una mano sulla bocca per impedirmi di gridare e mi ha stretta il collo. Ero troppo spaventata per lottare e l'ho lasciato fare. Mi ha spogliata, ma quando stava per violentarmi gli ho detto che ero malata di Aids sperando di scoraggiarlo. Invece si è limitato a usare un profilattico".

Dopo la violenza, la giovane turista si è rivestita e quando Petron l'ha fatta uscire con lui dalla botola è fuggita in direzione di piazzale Flaminio, dove è stata soccorsa da un passante che ha subito chiamato la polizia. La ragazza tuttavia era troppo choccata per essere lucida nel suo racconto e solo l'intervento di una funzionaria dell'ambasciata USA ha permesso alla giovane di tranquillizarsi e di ricostruire i fatti, indicando il luogo dell'aggressione. Quando poche ore dopo gli agenti hanno rintracciato la vecchia cabina e vi sono entrati, hanno trovato Petron che dormiva tranquillamente, come se nulla fosse successo.

L'episodio di martedì ha turbato profondamente la capitale, anche perché si tratta dell'ennesima violenza perpetrata a una donna straniera in vacanza nella città eterna. Un'escalation che nel 2010 ha registrato tre casi nell'arco di cinque mesi, innescando la reazione del Pd romano: "tale atto conferma quanto da tempo viene denunciato dalla città e dalle donne di Roma: una città sempre più insicura, intollerante e pericolosa per le donne" e spingendo Monica Cirinnà e Gemma Azuni, presidente e vicepresidente della Commissione delle Elette al Comune di Roma, a chiedere al sindaco Gianni Alemanno di accendere il Colosseo" in segno di vicinanza alla vittima e di denuncia". Proposta immediatamente accolta dal primo cittadino, che giovedì ha disposto che il Colosseo fosse illuminato: "Si tratta di un gesto simbolico ma, come ricordato anche dai consiglieri Cirinnà e Azuni, importante".

 (foto © LaPresse)

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