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Tutta la verità sullo spinning

di Amleto De Silva

Ok, i soldi li avete spesi nel vostro abbonamento semestrale. Avete comunicato a tutti, amici e nemici, la vostra decisione di tornare in forma: resta soltanto da decidere esattamente cosa fare, in palestra. Lo so, può sembrare una questione da nulla, soprattutto se è molto che non frequentate un fitness center, mentre in realtà siamo arrivati al nocciolo della questione. Fino a pochi anni fa, in palestra ci andavano soltanto i grandi obesi e quelli con seri problemi di scoliosi. Dire: vado in palestra significava ammettere di essere quasi dei menomati. E scordatevi le palestre con il cavallo, la spalliera svedese, la corda e la pertica; questo genere di attrezzatura sopravvive solo nelle palestre pubbliche (e nelle ristampe dei fumetti di Alan Ford: chi non ricorda la fantastica Palestra dell'Ardimento di Grunf?).

Oggi il vero imbarazzo comincia quando la receptionist dell'health center al quale vi siete incautamente iscritti vi mette sotto il naso la lista dei corsi che potreste seguire. Che potreste, appunto, se solo foste in grado di capire cosa cavolo significano tutti quei nomi inglesi, più simili a nick di oscuri dj techno che ad attività ginniche.
Per esempio, lo spinning.

Vi ubriacheranno di termini e definizioni, vi scimuniranno di chiacchiere, ma la verità vera è che, alla fine della fiera, non si tratta di altro che di una cyclette. La differenza con la cyclette è che chiamare cyclette un attrezzo da palestra con le ruote è un suicidio sociale paragonabile solo a definire grammofono un ipod dell'ultima generazione. Ma dicevamo, lo spinning.

Immaginate un gruppo di cyclette nere pesantissime (e, proprio per questo, estremamente trendy) con una rotella per simulare l'attrito della pendenza, solo organizzate in gruppone tipo ressa sul traguardo volante del Giro di Lombardia. Di fronte al gruppone, in genere posizionato su una pedana, c'è la bici dell'istruttore. Si tratta, l'avrete capito, di una lezione di gruppo. Il trainer comincia a spronarvi da subito, simulando una scampagnata in bici e lasciando partire la musica. In effetti, all'inizio, è molto divertente. La ruota, come si dice, scorre, e il sudore comincia a colare che è un piacere. Vi sentite fichi e gagliardi mentre la musica accompagna i vostri muscoli tesi nello sforzo.

Poi, implacabile, l'effetto coppa Cobram.
Dicesi effetto coppa Cobram (cfr. un noto film di Fantozzi, quello dove lui, Calboni e Filini millantavano, dalla Casilina, una sgambatina a Pinerolo) la progressiva e dolorosa paralisi dei muscoli delle gambe non adusi all'acido lattico e da esso improvvisamente invasi. Per farla breve: se non siete allenati rischiate il classico coccolone coll'occhio appallato. Tipo oddìoddìo chi me l'ha fatto fa' de veni' a Montecatini.

Un altro aspetto non proprio incoraggiante dello spinning è la necessità di indossate tutine o pantaloncini di raso, i cosiddetti, appunto, ciclisti. Se avete il fisico di Chiappucci, nema problema; il fatto è, però, che se avevate il fisico di Chiappucci non stavate in palestra ma all'Isola dei famosi, quindi il rischio che si corre indossando un ciclista è duplice e di natura avicola:
a) effetto pollastro di rosticceria, ovvero panzella prominente innestata su coscette rachitiche e flaccide, e
b) effetto Thanksgiving in Texas, ossia finite per somigliare a quei tacchini mostruosamente gonfiati di rotondità succulente, solo che loro sono decisamente appetitosi, e voi fate decisamente ribrezzo.

Ultima controindicazione, la devastazione delle vostre parti basse. Il sudore, macerato nel raso dei pantaloncini, favorisce l'insorgere di obbrobriose foruncolosi, tanto brutte a vedersi quanto dolorose nel manifestarsi. Senza contare che il vostro sedere, non abituato al contatto col sellino, potrebbe cominciare a reclamare nell'unico modo che sa, e di cui qui non parleremo.
Ma lo spinning (che tra l'altro, e con un giusto allenamento e un buon trainer, è effettivamente divertente e efficace ai fini della tonicità), non è il solo modo per cercare di renderci ridicoli in palestra: di questo parleremo meglio nella prossima puntata.

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