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Ue, via libera alla sperimentazione su cani e gatti randagi

Ieri l'Unione europea ha approvato una direttiva in base alla quale cani e gatti randagi possono essere usati per la sperimentazione qualora non sia possibile raggiungere in altro modo lo 'scopo della procedura' di ricerca. Contro la direttiva europea sulla sperimentazione animale si sono sollevati gli animalisti e 40 eurodeputati hanno abbandonato l'aula in segno di protesta. Il testo spinge in direzione dell'uso di sistemi alternativi, ma qualora questi ultimi non siano possibili consente la sperimentazione.

Secondo quanto sottolineato da Michela Kuan, della Lega antivivisezione, la nuova normativa europea da una parte afferma la volontà di applicare solo le procedure di sperimentazione farmacologica e didattica che provocano il minimo di dolore, sofferenza e angoscia, dall'altra rimane il via libera all'uso di animali in via di estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore, all'uso di cani e gatti randagi, all'utilizzo delle cavie per più esperimenti.

Come sottolineato dalla Repubblica, in Italia ora si pone un probelma. Nel nostro Paese, infatti, sono in vigore due leggi che vietano l'uso di cani e gatti randagi per la sperimentazione. Ci si chiede, dunque, in che modo verrà recepita la direttiva. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha affermato: 'Credo che l'Europa potrà dichiararsi un luogo civile quando saremo riusciti ad evitare la sofferenza di animali senzienti nei laboratori di ricerca. E da questo punto di vista la direttiva è assai poco incisiva. In Italia comunque siamo un passo avanti e non intendiamo certo tornare indietro: non consentiremo la sperimentazione su cani e gatti'.

Foto: youtube.com

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