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Umberto Veronesi: "Carne pericolosa, 30% di rischio in più di sviluppare tumori. Ecco perchè nessuno lo dice"

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di Simone Rausi

Dopo il servizio delle Iene di mercoledì scorso sul paziente guarito da un tumore dopo aver intrapreso una dieta vegana non si parla d'altro. Bistecca e cotoletta sembrano esser diventate più pericolose di un pacchetto di sigarette e la diffidenza verso la macelleria sotto casa è già bella che iniziata. La discussione si è in fretta spostata sui social network dove il dibattito tra vegan e amici di McDonald's si è fatto acceso. Ora però a tacere tutte le voci ci pensa Umberto Veronesi, definito uno dei 4 oncologi migliori del secolo. Le sue parole non sono rassicuranti...

Le Iene: Antonio guarito dal tumore dopo essere diventato vegano

Secondo Veronesi non ci sarebbero dubbi: la carne favorirebbe l'insorgenza di tumori. Ma sotto accusa non c'è solo la macelleria. Chiunque si alimenti di proteine animali (pesce, carni bianche, selvaggina compresi) correrebbe il 30% di rischio in più di contrarre tumori al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni. Giusto per dormire sonni tranquilli, inoltre, le proteine animali farebbero aumentare esponenzialmente il rischio di contrarre malattie metaboliche, disturbi cardiovascolari legati al livello di colesterolo nel sangue, infarti, diabete ed obesità. E già che ci siamo Veronesi prosegue confermando la pericolosità della carne anche nel favorire disturbi ai reni e patologie meno gravi come stipsi e varici. Come se le dichiarazioni del luminare non fossero già da sole abbastanza inquietanti ecco venir fuori anche uno scenario complottistico e machiavellico che, tanto per cambiare, vedrebbe "noi comuni mortali" delle ingenue vittime delle multinazionali.

"Le riviste medico-scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche" ha detto Veronesi. "Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte insabbiate, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate. Io, che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni; se le facessero loro, probabilmente non lavorerebbero più. L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche lavorano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altra per sopravvivere e queste due entità insieme, generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme". Le seguenti dichiarazioni sono contenute tutte all'interno di un libro di Veronesi dedicato alla prevenzione del tumore a tavola e nelle ultime ore sono rimbalzate da una testata all'altra.

Il meccanismo a questo punto sembra abbastanza chiaro: considerato che un malato di cancro degli States fa guadagnare alle multinazionali circa 250mila dollari l'equazione più malati più soldi è inevitabile. Una tesi inquietante che fa pendant con decine di altre teorie simili sull'assioma "ammalatevi così vi curerete" che le imprese farmaceutiche seguirebbero – secondo questa teoria – come un mantra. Cosa fare quindi? Nel dubbio cominciate ad accarezzare l'idea di farvi una bella insalata per cena. Nel mare delle incertezze e delle verità che non vogliamo sentire i benefici di frutta, verdura e legumi restano assodati.

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