Università di Siena e l'inchiesta sul buco finanziario

L'Università di Siena è sotto inchiesta. Si indaga sul dissesto finanziario dell'Ateneo. L'ipotesi di reato contestata a Silvano Focardi rettore dell'Università di Siena e al suo predecessore Piero Tosi, indagati insieme ad altre 25 persone, sono falsità ideologica in atti pubblici.

I magistrati hanno già ascoltato tutti gli indagati in relazione agli addebiti che vanno dal peculato alla truffa, alla falsità ideologica. All'inizio del 2009 è emerso un buco amministrativo superiore a 200 milioni di euro, per coprire il quale è già stato avviato un piano di rientro. Nei giorni scorsi, tuttavia, sono emersi altri 1,5 mln di euro da pagare per mancati versamenti dell'Irpef.

A quanto pare, inoltre, la procura di Siena ha emesso quattro avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità avvenute nel voto per l'elezione del rettore. Falso in atto pubblico è l'accusa rivolta agli indagati. A far partire l'inchiesta un esposto anonimo in seguito al superamento, da parte di Angelo Riccaboni, del rettore uscente Silvano Focardi con 373 voti contro 357 nella terza votazione del 21 luglio, quella decisiva. Il 6 agosto, così, i carabinieri hanno sequestrato le schede elettorali e i registri delle votazioni.

E come se non bastasse, il gip del tribunale di Siena, Francesco Bagnai, ha deciso per l'applicazione della misura interdittiva della sospensione del professor Walter Gioffrè dall'esercizio del proprio ufficio, sia di docente sia di consigliere di amministrazione dell'università. Il professore, infatti, è indagato per quanto riguarda alcuni rimborsi 'gonfiati' per l'organizzazione di corsi di aggiornamento e master indetti dall'unità di Senologia. A tal proposito la Guardia di Finanza ha sequestrato dai conti correnti bancari del professore 50mila euro.

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