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Upskirt, scattare foto sotto le gonne è legale: sentenza shock in Massachusetts

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Spiare sotto le gonne, scattando qualche foto hot da conservare sul telefonino, d’ora in poi sarà una pratica tollerata dalla legge, almeno in Massachusetts e a precise condizioni.

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La sentenza dell’Alta Corte, stravolgendo la disciplina preesistente, ha di fatto legalizzato questo genere di hobby tanti temuto dalle donne americane e contestato a suon di denunce da centinaia di vittime, soprattutto dopo l’avvento delle nuove tecnologie che lo ha reso ancora più diffuso.

Scontato, all’indomani della pubblicazione della pronuncia giudiziaria destinata a sconfessare la legge attualmente in vigore, il vespaio di polemiche puntualmente innescato su giornali e tv, oltre che nelle aule parlamentari. In prima fila nella critica alla decisione dei giudici supremi del Massachusetts, lo speaker della Camera, sul piede di guerra contro la sentenza appena emanata dalla Corte, mentre non si contano sui social network le reazioni preoccupate dell’opinione pubblica statunitense.

Sia Facebook che Twitter in queste ore sono pieni di commenti al vetriolo sul tema, con proteste infuocate e promesse di battaglia da parte di moltissime cittadine statunitensi e non solo. La “depenalizzazione” del voyeurismo maschile nei confronti delle donne che indossano gonne più o meno corte, va detto, è condizionata alla premessa che le eventuali foto scattate dal guardone di turno non riguardino le parti intime senza lingerie.

In parole povere, in presenza di underwear gli scatti sono legali e possono essere conservati da chi li effettua dal proprio telefonino o dalla fotocamera. Il dibattito, molto probabilmente, proseguirà a lungo a tutti i livelli, ma la parola spetta adesso alle istituzioni competenti per l’emanazione di una nuova normativa o il recepimento tout court della recente sentenza dell’Alta Corte.

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