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Usa, killer dei pompieri: resti umani trovati in casa, forse della sorella

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"Tornerò a fare quel che mi riesce meglio, tornerò a uccidere": nell'agenda di William Spengler era già scritto il piano di morte che l'uomo ha realizzato alla vigilia di Natale a Webster, nello Stato di New York. Diventa sempre più macabro il quadro della strage provocata da quest'uomo, che ha appiccato il fuoco nella sua casa, per poi sparare una serie di colpi contro una squadra di vigili del fuoco che aveva risposto alla chiamata d'emergenza, prima di puntare l'arma contro di sè e togliersi la vita.

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Quello che l'America ha già ribattezzato il killer di Natale aveva 62 anni, 17 dei quali trascorsi in carcere per aver ucciso la nonna, aveva organizzato una sorta di imboscata che aha coinvolto i 4 pompieri che erano accorsi a spegnere le fiammme dell'incendio. Le due vittime, Michael Chiapperini e Tomasz Kaczowka, avevano rispettivamente 43 e 19 anni, mentre altri due pompieri, Joseph Hofsetter e Theodore Scardino, sono tuttora ricoverati in ospedale in condizioni gravi ma stabili.

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Nella casa data alle fiamme sono state ritrovate ossa umane, che secondo gli investigatori possono appartenere della sorella maggiore dell'assassino, che abitava insieme a lui. Cheryl Spengler, 67 anni, è risultata irreperibile fin da subito dopo la sparatoria. I resti non sono stati ancora identificati, così come la causa della morte, ma sembra probabile che si tratti proprio della donna scomparsa. In casa gli investigatori hanno trovato anche il diario di Spengler: l'uomo aveva ben chiari i propositi di tornare ad uccidere, come aveva fatto nel 1980 assassinando la nonna a colpi di martello. Rilasciato nel 1998, non aveva più avuto guai con la giustizia, fino alla realizzazione del piano criminale della vigilia di Natale.

Non è ancora chiaro è come sia stato possibile per Spengler entrare in possesso di armi dopo i suoi precedenti. L'uomo si era preparato alla strage armandosi da capo a piedi con un fucile militare, uno da caccia e una pistola. Ancora una volta le forze dell'ordine puntano il dito contro la potentissima lobby delle armi: l'uomo sarebbe riuscito ad acquistare una pistola anche senza dover fornire i suoi dati personali e le informazioni sulla sua fedina penale. Un ulteriore tassello a sostegno della campagna della Casa Bianca per la modifica della legislazione sul possesso delle armi, assurta a priorità assoluta dopo la strage di bambini alla scuola materna Sandy Hook.

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