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Usa, la dogana può sequestrare i portatili

Tempi duri per i viaggiatori, in particolare per quelli diretti negli Stati Uniti. La Association of Corporate Travel Executives ha diramato una comunicazione a tutti i soci in cui dice che con le attuali leggi americane, agenti governativi possono sequestrare e analizzare il computer portatile di un viaggiatore, i suoi dischi e altri media elettronici quando arriva negli Stati Uniti da un volo internazionale o parte dagli Stati Uniti verso un altro paese.

Inutile dire che il provvedimento ha sollevato un polverone. In primo luogo perchè nei portatili potrebbero essere contenute informazioni aziendali molto delicate. E poi perchè il provvedimento ignora totalmente la tutela della privacy.

Un recente articolo del New York Times ha aggiunto combustibile sul fuoco perchè se da un lato ha sottolineato come questi "sequestri" siano molto rari, dall'altro ha raccontato testimonianze inquietanti di chi ha dovuto aspettare fino a un anno per riavere indietro il suo laptop.

Casi precedenti ce ne sono già stati e come spesso accade, le disposizoni da parte dei tribunali sono state contrastanti. Se in un caso l'intervento della dogana è stato autorizzato senza causa plausibile, sospetto ragionevole o mandato del magistrato, in un altro è stato disposto che solo in presenza di un ragionevole sospetto si può procedere al sequestro del computer.

Ciò che preoccupa di più è che se il provvedimento è stato adottato in favore della sicurezza nazionale da un lato, dall'altro potrebbe portare alla manomissione di informazioni strategiche di business.
Certo è che la possibilità di vedersi sequestrare il portatile arrivando negli Usa, sia per un turista che per un uomo di affari, potrebbe spingere i viaggiatori a cambiare le proprie abitudini.

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