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USA: pena di morte per gli imputati dell'11 settembre

Gli Stati Uniti chiederanno la pena di morte per i sei sospetti terroristi, tra i quali Khalid Sheikh Mohammed, incriminati per gli attentati dell'11 settembre.


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Il generale Thomas Hartmann, consigliere legale per i tribunali militari istituiti dagli Stati Uniti per processare i "combattenti nemici", conferma la notizia anticipata dalla stampa americana: il Pentagono processerà sei sospetti per aver preso parte alla pianificazione degli attacchi condotti dai 19 kamikaze a New York e Washington, chiedendo che vengano condannati a morte. Mohammed, considerato il regista degli attacchi, e gli altri cinque imputati dovranno rispondere a 169 capi di imputazione, tra i quali omicidio, cospirazione, attacco contro civili, terrorismo e dirottamento.

Per il Pentagono sono responsabili di aver preso parte ad un "piano, molto complesso e di lunga gestazione, di al Qaeda per attaccare gli Stati Uniti". Un piano che ha portato alla morte di quasi tremila persone negli attacchi di sei anni fa. Gli altri cinque incriminati, che saranno processati insieme da uno stesso tribunale militare, sono: Mohammed al Qathani, considerato il 20esimo dirottatore, Ramzi Binalshibh, che avrebbe tenuto i contatti tra i kamikaze ed i leader di al Qaeda, Ali Abd ad-Aziz, nipote e luogotenente di Mohammed, il suo assistente Mustafa Ahmad al Hawsawi e Waleed bin Attash, che avrebbe reclutato i dirottatori.

Si tratta di presunti seguaci di Al Qaida che fanno parte di un gruppo di cosiddetti "detenuti di alto profilo", che il Pentagono custodisce a Guantanamo in una struttura segreta nota come "Camp 7". Ecco chi sono:

KHALID SHEIKH MOHAMMED: Definito dall'amministrazione Bush «uno dei più famigerati terroristi della Storia», è reo confesso di essere stato lo stratega dell'attacco all'America. Si è laureato negli Usa nel 1986 ed è stato la mente di molteplici progetti, compreso il cosiddetto 'Bojinkà del 1994, che prevedeva di far esplodere in volo 10 aerei americani sul Pacifico. Mohammed è nato in Kuwait, nel 1964 o 1965 (la data è incerta) da genitori pachistani ed è cresciuto in Pakistan.

RAMZI BINALSHIBH (o Bin al-Shibh): Uno yemenita che guidava la cosiddetta 'cellula di Amburgò che realizzò le stragi. Fu catturato nel 2003 con Mohammed in Pakistan. Con lo stratega dell'attacco, secondo gli Usa aveva messo a punto dopo l'11 settembre anche un progetto di attentato che prevedeva di dirottare un aereo e lanciarlo contro l'aeroporto londinese di Heathrow. Al momento della cattura, secondo l'accusa aveva reclutato quattro sauditi per la nuova strage.

AMMAR AL-BALUCHI (vero nome Ali Abdul Aziz Ali): Operativo di Al Qaida in Pakistan, è nipote di Mohammed e cugino di Ramzi Yousef, l'autore del primo attacco al World Trade Center del 1993. Ha addestrato alcuni terroristi inviati negli Usa. Viene indicato come il braccio destro di Mohammed nell'organizzare l'attacco all'America.

WALID BIN ATTASH (o Khallad): Membro di una famiglia saudita molto legata a Osama bin Laden, è stato tra i responsabili di Al Qaida in Arabia Saudita.

MUSTAFA AHMED AL-HAWSAWI (o Zahir): Uno dei due 'cassierì dell'11 settembre, inviò i soldi ai dirottatori dagli Emirati Arabi Uniti e gestì gli aspetti finanziari dell' operazione. Sarebbe stato un collaboratore di Al-Baluchi.

MOHAMMED AL QAHTANI: È ritenuto il possibile 20mo dirottatore mancante nel gruppo dei protagonisti dell'attacco all'America. Il 4 agosto 2001 arrivò all'aeroporto di Orlando, in Florida, ma fu respinto dall'Immigrazione americana. Secondo l'inchiesta, quel giorno all'aeroporto ad attenderlo c'era l'egiziano Mohamed Atta, il capo del gruppo che eseguì le stragi.

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