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Usa, un giudice dichiara incostituzionale la 'Don't ask, don't tell'

Un giudice federale Usa, Virginia Phillips, ha intrapreso la maggiore azione legale contro la 'Don't ask, don't tell', pratica introdotta nel 1993 dall'amministrazione Clinton, che consente agli omosessuali di prestare servizio militare se non divulgano il proprio orientamento sessuale. Criticata da anni, tale politica è nel mirino del presidente statunitense Barack Obama che si è attivato per cambiarla.

Ora la Phillips, rispondendo alla domanda presentata dal gruppo conservatore che raggruppa circa 19mila membri, Log Cabin Republicans, ha dichiarato incostituzionale la legge che proibisce agli omosessuali di prestare servizio nell'esercito se dichiarano apertamente la loro condizione sessuale.

Il giudice federale Usa ha accettato la richiesta giudiziaria per bloccare la politica del 'Don't ask, don't tell' sostenendo che la legge non ha nulla a che vedere con la preparazione militare, al contrario ha 'un effetto negativo e pregiudiziale' per le Forze Armate e viola il diritto di libera espressione.

E di omosessualità, ma soprattutto di come in Italia venga ancora vissuta, parla il libro scritto dal vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto con il giornalista Sandro Mangiaterra, 'L'Italia è fuori dal mondo', in libreria per Piemme. I due autori sottolineato che non siamo tra i 78 paesi del mondo che considerano l'omosessualità un reato, ma siamo ultimi in Europa rispetto alla necessità di avere una legge contro l'omofobia e da anni in lista d'attesa per ottenere l'equiparazione tra famiglie basate sul matrimonio e famiglie formate da conviventi.

Secondo Scalfarotto, le prime cinque cose che l'Italia dovrebbe immediatamente fare sono: '1. Matrimonio per tutti, perché solo Stati oscurantisti pretendono di stabilire con chi possa o non possa sposarsi un cittadino adulto e capace di agire. Vietare il matrimonio ai gay equivale a vietare i matrimoni misti: tra bianchi e neri, tra ebrei e ariani, tra appartenenti a caste diverse. 2. Allargare a tutti (inclusi single e coppie gay) la possibilità di richiedere minori in adozione, perché nell'interesse dei minori c'è che siano esaminate quante più coppie possibili. E che le coppie bocciate da un esame serio e rigoroso, lo siano alla fine e non all'inizio del processo. 3. Scardinare l'assetto maschilista della società stabilendo quote di almeno il 40 per cento per le donne ovunque si eserciti il potere, dalla politica ai consigli di amministrazione. 4. Riequilibrare i carichi di famiglia costringendo gli uomini ad occuparsi dei figli attraverso un sostanzioso periodo di paternità riservata esclusivamente a loro mentre le mamme tornano in ufficio. Questo anche per dare un taglio alla discriminazione delle candidate donne in sede di colloqui di assunzione. 5. Stabilire una volta e per tutte che l'Italia è uno stato genuinamente laico, con norme conseguenti. E' vero che il cattolicesimo è parte della nostra cultura ma la sua influenza sui comportamenti privati delle persone è molto diminuita negli ultimi anni. E poi, se guardiamo alla demografia del nostro paese che cambia a vista d'occhio, non siamo più un paese omogeneo dal punto di vista etnico, culturale e religioso. Per identificarci come popolo abbiamo uno strumento che ci abbraccia tutti, vecchi e nuovi italiani, e che oggi dovremmo considerare ancora più prezioso in quanto serve più che mai a tenerci uniti: la nostra Carta Costituzionale'.

 (foto © LaPresse)

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