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Usa, va di moda la scuola divisa per sessi

"Ritorniamo al separatismo scolastico." E' un'idea che sta prendendo sempre maggior piede tra i progressisti americani. Un filo conduttore che corre da New York, dove nascono con maggiore frequenza istituti pubblici femminili, passa per Austin, in Texas, dove la "Ann Richards School for Young Women Leaders", unica scuola pubblica per sole ragazze nella capitale texana, è stata sommersa da una valanga di richieste di potenziali alunne, avvolgendo gli Usa, paese in cui negli ultimi dieci anni gli istituti pubblici dello stesso genere sono passati da 3 a 262.

È radicata la convinzione che le strutture cerebrali dei due sessi siano diverse. Più materia grigia per gli uomini, sede dei centri di elaborazione delle informazioni; più materia bianca, l'insieme delle fibre nervose per le donne. Non sarebbe perciò giusto impiegare gli stessi metodi di insegnamento per i due generi.

È uno dei temi affrontati in "The New Feminine Brain", un libro della neuropsichiatra Mona Lisa Schulz. Il nuovo contesto tecnologico, sostiene la Shulz, mette in difficoltà le donne che, soffrendo emotivamente e fisicamente, hanno sviluppato un'intelligenza ad hoc, adatta alla loro struttura di connessione del cervello. "La separazione - spiega la neuropsichiatra - è uno strumento per imparare ad affrontare in un modo più creativo e meno ortodosso rispetto ai colleghi maschi il computer, le riunioni d'affari o le questioni finanziarie. Come nell'antichità, le donne devono tornare ad imparare da altre donne."

Ed in campo è sceso anche l'American Civil Liberties Union (Aclu), per la quale non ci sono dubbi: la divisione della scuola pubblica per sessi è una violazione dei principi costituzionali. “Il governo federale si è preso la libertà di dare alle scuole il diritto a separare maschi e femmine”, protesta Emily Martin del Women's Rights Project dell'Aclu: “Si affermano così gli stereotipi di identità sessuale, che credevo ormai superati. E quando si parla della differenza biologica dei cervelli, io penso che sia un concetto pericoloso”.

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