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Usa, vittime degli squali unite per salvarli

Sembra incredibile, ma a Washington al Congresso americano un gruppo di vittime di attacchi di squali ha chiesto misure protettive per salvare questi animali dall'estinzione, in particolare di adottare nuove restrizioni alla loro pesca. Secondo quanto affermato dagli scienziati l'estinzione di questi predatori provocherebbe disastrose conseguenze nell'ecosistema oceanico.

L'incontro è stato proposto e organizzato da Debbie Salamone, ambientalista che lavora per il Pew Environment Group. Anche Debbie è stata attaccata da uno squalo che le ha strappato il tendine di Achille di un piede. Chuck Anderson, aggredito nel giugno del 2000 da uno squalo nel Golfo del Messico, ha detto: "Se persino noi chiediamo di salvare gli squali dall'estinzione, allora proprio tutti possono farlo".

Alcune di queste persone hanno perso un braccio, altre una gamba, ma hanno deciso di unirsi in questa battaglia per salvare gli squali. Dopo essere stati attaccati, le vittime hanno prima vissuto un periodo di risentimento, poi, invce, hanno capito che questi animali hanno seguito solo il loro istinto.

Anche il biologo marino Mike deGruy ha raccontato la sua storia. Mentre nuotava nell'Oceano Pacifico deGruy è stato attaccato da uno squalo grigio. "Ho nuotato per 25 minuti in acque infestate di squali mentre continuavo a spargere sangue nell'acqua - ha detto il biologo - ero un'esca vivente: non riesco ancora oggi a capire perché gli altri squali non mi abbiano attaccato".

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