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Vale la pena laurearsi?

Secondo un'indagine de lavoce.info, ripresa da Affari Italiani, in Italia sarebbe meglio non laurearsi.
Guardando i dati sul mercato del lavoro, infatti, dal 2002 gli stipendi dei laureati si sono abbassati del -6,2%.
Ciò vuol dire che in soli tre anni il differenziale competitivo della laurea si è dimezzato.
Spieghiamo meglio.

Per tutti quei mestieri per i quali la laurea non è strettamente necessaria, chi inizia a lavorare dopo il diploma, a 19 anni, incontrerà i laureati di primo livello tre anni dopo.
E questi entreranno nelle aziende con un livello di esperienza nullo e uno stipendio inferiore.

Dopo due anni, nella stessa azienda arriveranno i laureati delle specialistiche. Anche qui tanto studio ma niente esperienza. Ciò significa stipendi più bassi rispetto a chi, diplomato, a quel punto avrà una anzianità di 5 anni.

Passeranno altri 24 mesi e arriveranno i ragazzi con un master nel curriculum: sette anni di studio alle spalle (quando va bene) e nessuna esperienza lavorativa. Stipendi quindi più bassi dei diplomati, dei laureati di primo livello, di quelli della specialistica.

Considerazione finale: un tempo le nostre Università venivano apprezzate in tutto il mondo per il livello di cultura generale.
Ora sono state modificate per velocizzare l’arrivo alla laurea: si è persa la formazione culturale approfondita, non si è guadagnata quella concretezza ed esperienza data da stage e attività in azienda che invece sono il fiore all’occhiello delle Università anglosassoni.
Il futuro del paese attende impaziente una necessaria inversione di tendenza.

Alla luce di questa indagine, una domanda sorge spontanea: a voi la laurea è servita?

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