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Vescovi Usa aprono all'omosessualita'

La Chiesa americana apre la porta all'omosessualità attraverso un documento che verrà discusso e votato alla prossima assemblea generale dei vescovi.
Il testo in questione, senza porsi in aperto contrasto con le indicazioni di Roma, offre un’interpretazione molto meno severa al problema dei gay.

L'omosessualità non è piu' vista come una "condizione disordinata" ma come una via alternativa. Il documento, infatti afferma che "chi prova attrazione omosessuale, ma vive in accordo con gli insegnamenti della Chiesa, dovrebbe essere incoraggiato a prendere un ruolo attivo nella vita della comunità religiosa e a vivere una piena e attiva partecipazione", pur restando chiaro che la Chiesa non deve affidare incarichi di responsabilità a persone "il cui comportamento viola i suoi insegnamenti".

I vescovi americani, dunque specificano che "l’inclinazione agli atti omosessuali, come ogni inclinazione al peccato, è disordinata", ma la persona che vive questa inclinazione "mantiene la sua intrinseca dignità e valore umano".

Il documento specifica che c’è una distinzione molto netta fra "atti" e "inclinazione": "mentre i primi sono sempre peccaminosi, la seconda non lo è. Nei limiti in cui una tendenza o inclinazione omosessuale non è soggetta alla libera volontà del soggetto, questo non è moralmente colpevole per quella tendenza".

Detto ciò, i vescovi americani restano contrari a forme di unione fra persone dello stesso sesso anche se esortano ad una maggiore benevolenza, perché "come membri battezzati della comunità cattolica, le persone con inclinazione omosessuale continuano a guardare alla Chiesa come ad un posto dove possono vivere nell'autentica integrità umana e nella santità della vita".
Chissà cosa ne penseranno in Vaticano...

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