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Video decapitazione Isis su Whatsapp, ragazzini in shock a Gallicano. Venturini: 'Il 13enne che l'ha condiviso frequenta circolo Al Baraka'

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di Simone Rausi

A Gallicano, un piccolo paesino della provincia di Lucca, è alta la preoccupazione per quanto accaduto nelle ultime ore. Un video di una decapitazione in pieno stile Isis è stato fatto circolare negli smartphone di alcuni ragazzini delle scuole medie generando malori, profonde polemiche e persino velate accuse di emulazione e propaganda.

Boia bambino nel video dell’Isis riconosciuto in Francia

A far partire il video, pochi agghiaccianti e cruenti minuti, è stato un tredicenne musulmano che lo ha condiviso sulla chat di gruppo Whatsapp della classe. Il filmato avrebbe procurato un malore a una ragazzina compagna del 13enne e i genitori di questa, molto preoccupati, avrebbero subito allertato le autorità scolastiche, facendo giungere la storia anche al consiglio comunale (tanto che la notizia è stata diffusa da uno dei consiglieri di Gallicano Concreta e Solidale, tale Daniele Venturini).

Secondo quanto denunciato da Venturini, il video condiviso dal ragazzino sarebbe stato accompagnato da “messaggi deliranti”. Un accusa che, secondo il consigliere comunale, verrebbe aggravata dal fatto che il ragazzino e la famiglia siano assidui frequentatori del centro culturale Al Baraka di Gallicano, polo di aggregazione della comunità musulmana che, tra l’altro, si sarebbe pronunciato proprio recentemente e in merito agli attentati di Parigi per condannarli e prenderne le distanze. “Non so dire se trattasi di fantasie o realtà non spetta a me fare le indagini del caso. Vorrei sperare che trattasi di 'scherzi pesanti' adolescenziali” avrebbe aggiunto Venturini.

Nessuna ripercussione per il 13enne e per la famiglia di quest’ultimo da cui sono arrivate le scuse per quanto accaduto. Venturini però chiede che venga fatta luce sulla vicenda e perfino sulle attività del centro Al Baraka. Secondo quanto scritto dalla Gazzetta di Lucca, tra i tanti messaggi inviati sul gruppo Whatsapp dal 13enne “uno raccontava di una sua visita di preghiera con fucile che sarebbe stato usato per compiere una strage e un altro in cui diceva di essere in contatto con i jihadisti di Roma”.

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