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Vino, gli esperimenti nucleari rivelano le annate false

Alcuni ricercatori australiani dell'Università di Adelaide hanno trovato il modo per scoprire la vera annata dei vini. Sfruttando le conseguenze degli esperimenti nucleari sull'atmosfera gli studiosi hanno visto che è possibile stabilire la reale annata di un vino e quindi verificare se ciò che è riportato sull'etichetta corrisponde a quello che c'è nella bottiglia. Si preannunciano tempi duri per il mercato del falso.

Secondo quanto dimostrato dalla ricerca australiana, l'anidride carbonica radioattiva, prodotta dai test atomici nell'atmosfera e assorbita dalle viti, può essere utile per valutare l'annata. In che modo? Come si legge su Il Corriere della Sera, la tecnica si basa sul confronto fra la quantità di carbonio 14 (C-14), una forma poco comune di carbonio presente nell'atmosfera, e la quantità di carbonio 12 (C-12) che, invece, è più stabile e abbondante: il rapporto fra questi due isotopi è rimasto costante nell'atmosfera per migliaia di anni.

Graham Jones, coordinatore della ricerca che è stata presentata a San Francisco al meeting annuale dell'American Chemical Society, ha spiegato: 'Fino alla fine degli anni Quaranta il carbonio 14 era prodotto, nell'atmosfera terrestre, dall'interazione dei raggi cosmici con l'azoto. La situazione è cambiata negli anni successivi fino al 1963, periodo durante il quale sono stati condotti, nell'atmosfera, numerosi esperimenti atomici che hanno significativamente aumentato la quantità di C-14. Quando i test sono terminati, è cominciata la diluizione di questo C-14 nella CO2 prodotta dalla combustione di combustibili fossili'.

Piccolissime quantità di carbonio radioattivo possono essere catturate dalle viti attraverso l'assorbimento di anidride carbonica e finire, quindi, nel vino. Ecco dunque che l'analisi della presenza del C-14 in rapporto ad altri isotopi del carbonio può indicare l'anno in cui quest'assorbimento di C-14 è avvenuto.

Valutando la presenza di C-14 nelle componenti alcoliche di 20 vini rossi australiani prodotti dal 1958 al 1997, attraverso uno spettrometro di massa, e confrontandola con i livelli di radioattività di campioni atmosferici noti, i ricercatori hanno dimostrato che si tratta di un metodo affidabile, il quale tuttavia può essere migliorato associando altri test che valutano, ad esempio, la presenza di sostanze come l'acido tartarico o derivati fenolici.

 (foto © LaPresse)

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