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Violentata sessanta volte mentre era in ospedale. Il racconto degli abusi in corsia: “Ero sedata e incosciente”

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di Simone Rausi

Kent, Regno Unito: sessanta stupri in due anni. Un vero e proprio calvario quello che Caterina, questo il nome di fantasia che il Mirror ha dato alla vittima per proteggerne l’identità, ha dovuto subire spesso in stato di incoscienza. La donna, ricoverata in un ospedale psichiatrico, ha raccontato l’orrore di quelle corsie definendole “un parco giochi per predatori”. Il suo aguzzino era un anziano membro del personale che ha conosciuto immediatamente dopo il ricovero nella struttura.

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”I malati di mente sono tra le persone più deboli della società e sono tra quelli che subiscono maggiori maltrattamenti”, ha detto Caterina. “Lui (l’anziano infermiere, ndr.) è stata la prima persona che ho conosciuto non appena entrata. Dopo una settimana è venuto nella mia stanza, si è seduto sul letto e ha cominciato a far correre su e già la mano sulla mia gamba, sopra la coperta. A volte avevo assunto quantità talmente grandi di Valium che ero sedata, quasi incosciente. Lui tirava le coperte e faceva quello che doveva fare rapidamente. Io non mi muovevo”.

Caterina racconta poi di quanto gli abusi fossero diventati regolari, anche fino a sei a settimana, e di come l’uomo ormai manipolava totalmente la sua persona: “Mi diceva che avrebbe riferito sulla mia buona condotta, che era l’unica via d’uscita per andarsene da lì. Mi attaccavo a quella speranza perché non ne avevo altre. Mi ha detto che sarebbe venuto in camera ogni sera e che nessuno mi avrebbe creduta perché io ero una malata di mente mentre lui era un rispettato membro del personale. A volte portava dei regali come Valium, sigarette o cioccolato”.

Durante i due anni di permanenza nella clinica nessun altro membro dello staff ha mai fatto qualcosa per impedire quanto stava accadendo. Secondo Caterina dentro la struttura erano in molti a sapere e probabilmente lei non era l’unica a subire questi soprusi. “Ho anche contratto una malattia venerea”.

Caterina ha denunciato tutto nel 2004, dopo essere stata dimessa dall’ospedale. In seguito alle indagini l’aguzzino si è dichiarato colpevole di atti sessuali illeciti. È stato condannato a 12 mesi di carcere ma ha evitato la cella per sospensione condizionale della pena. Per Caterina, invece, 100mila sterline di risarcimento. L’incredibile vicenda è stata riportata dal Mirror e raccontata dalla stessa voce di Caterina ai microfoni di BBC Radio 5 Live (nella foto la vittima di spalle racconta tutto alla giornalista Victoria Derbyshire).

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