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Vittorio Petronella si difende: 'Non sono un mostro'

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Vittorio Petronella ha 71 anni e ha trascorso la sua intera esistenza rispettando le regole, senza eccedere mai. Adesso però la vita gli ha giocato un brutto tiro. Almeno così sembra nel sentire il suo racconto. C'è chi lo definisce un mostro, ma Petronella ribadisce di non avere alcuna responsabilità. Stiamo parlando di quella vicenda che i giornali ci hanno raccontato qualche giorno fa. Il battibecco per una mancata precedenza finito in tragedia.

Secondo i magistrati lunedì 25 luglio a Milano il ragionier Petronella ha inseguito e ucciso Alessandro Mosele, motociclista di 35 anni e padre di una bimba di tre. Ma la versione del ragionier Petronella è ben diversa.

Come si legge sulla cronaca milanese de Il Corriere della Sera, il 71enne ha raccontato di non essersi accorto di aver fatto un torto a Mosele e che quet'ultimo lo ha affiancato dicendogli: 'Complimenti, hai vinto la palma dello s... dell'anno'. Non solo. Secondo quanto raccontato da Petronella, Mosele ha poi dato un calcio alla sua Audi rompendo lo specchietto retrovisore. E' stato a quel punto che il ragionier Petronella ha tirato giù il finestrino e il motociclista gli ha sputato in faccia.

Il 71enne ha quindi raccontato di aver inseguito Mosele per avere un chiarimento. 'Volevo il suo numero di targa perché mi sentivo offeso e umiliato per quel che aveva fatto', ha detto. Aggiungendo poi: 'E' caduto e io me lo sono trovato davanti, non ho potuto evitarlo. Non sono un mostro, è stata una fatalità'.

Ma a fornire una versione diversa ci sono quattro testimoni i quali hanno raccontato che Petronella ha inseguito Mosele e poi lo ha investito facendolo cadere. Addirittura una donna ha detto di averlo visto passare sul corpo del motociclista due volte. Il 71enne, però, ha negato ogni cosa e, pur affermando che i suoi ricordi sono molto confusi, ha escluso di averlo investito due volte. Il pensionato ha detto: 'La cosa che ho ben in mente è l'istinto di spostarmi da lì. Tremavo come una foglia, mi tremavano le gambe, ho avuto la strana sensazione di sentirmi spettatore e non protagonista di quella scena. Era come se stessi guardando un altro uomo, da lontano'. Petronella ha quindi raccontato di aver chiamato la moglie, di essere rimasto fermo a lungo e di essere poi tornato sul punto dell'incidente a piedi.

A parlare del ragionier Petronella come di una persona per bene e ad infondergli coraggio amici, ex colleghi di lavoro, vicini di casa, conoscenti. Adesso il 71enne, malato di cuore, si sente a pezzi, tormentato, continui sono gli incubi. A proposito dell'odinanza che lo riguarda, Petronella ha detto: 'Non sono io la persona descritta qui dentro. Non riesco proprio a riconoscere me stesso nei giudizi scritti in queste pagine'. Da quel lunedì 25 luglio, da quel 'giorno maledetto', il ragionier Petronella fatica a dare un senso alla sua vita e pensa alla vita stroncata di quell'uomo e a quella bambina che non ha più un padre.

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