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Vodafone: "Governi intercettano le telefone con cavi segreti, spiano senza autorizzazione"

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di Simone Rausi

Il dubbio serpeggia da mesi: potremmo essere tutti intercettati. Certo, ci sono gli scandali americani, le rivelazioni shock di Julian Assange, ma quando bombe di questo tipo esplodono dall’altra parte dell’oceano si tende a pensare che si tratta solo di macchinosi complotti di politica estera e la cosa sembra non riguardarci. Ora però nuovi allarmanti dati arrivano da Vodafone, il colosso mondiale della telefonia mobile. Leggete quanto segue e se non comincerete a parlare in codice al cellulare ci andrete molto vicino...

Vodafone ha infatti pubblicato un rapporto dove svela che i governi di ben 6 Paesi dei 29 coperti dal gestore spierebbero tranquillamente e senza alcuna autorizzazione di sorta le telefonate private dei “comuni” cittadini. Nessuna richiesta alla compagnia o a un giudice, nessun mandato: solo “cavi segreti e diretti” che corrono da Nord a Sud dei Paesi in questione, di questo parla Vodafone. La notizia ha fatto il giro del mondo rimbalzando da una testata all’altra (dal Daily Mirror al Times). Lo scandalo in realtà avrebbe una portata maggiore perfino della bolla americana. Li si parlava di tabulati con informazioni varie qui invece si tratta di un accesso continuo e segreto ai contenuti. Milioni di telefonate ascoltate in modo diretto senza alcun rispetto di riservatezza e privacy.

DDL intercettazioni: il web nel mirino

A questo punto ci si chiede quali siano i 6 Paesi in questione. “La Stampa” ha provato restringere il campo ed è arrivata ad elencare Albania, Egitto, Ungheria, Malta, Romania, India, Sudafrica e Qatar. I 6 paesi sarebbero tra questi che poi sono quelli in cui l’operatore telefonico non può rivelare nulla sulle modalità delle intercettazioni. L’Italia invece avrebbe delle leggi più ferree in materia ma – sorpresa, sorpresa – resta comunque ai piani alti nella lista dei Paesi spioni che chiedono “legalmente” di accedere ai contenuti.

Solo nel 2013 a Vodafone sono arrivate oltre 600mila richieste di accesso ai tabulati (per farvi capire l’aasurdità del dato è bene tener a mente che in Francia, nello stesso anno, le richieste ufficiali sono state solo 3). Altissimo anche il numero delle intercettazioni (La Stampa ne indica oltre 140mila contro le 2760 del Regno Unito). Naturalmente Vodafone non ha preferito esporsi oltre e non ha indicato il nome dei 6 Paesi coinvolti. Il direttore del team legale di Vodafone, Stephen Deadman, ha comunque mostrato grande preoccupazione per la privacy degli utenti. Ecco quello che ha dichiarato al britannico The Guardian: “Questi cavi esistono, il modello di accesso diretto alle telefonate esiste. E noi stiamo chiedendo di fermarlo. Senza un mandato ufficiale, non c’è neppure trasparenza. Il fatto che un governo debba fornire un pezzo di carta per fare un’intercettazione è un limite importante al loro potere".

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