Excite

Yara Gambirasio, biglietto aereo misterioso. Napolitano: "Famiglia va informata su indagini"

  • Facebook

Il caso della morte di Yara Gambirasio assomiglia sempre di più un puzzle: ciclicamente saltano fuori delle tessere, che però non sono mai quelle che servono a completare la figura misteriosa dell'assassino. L'ultima delle serie è un biglietto aereo da Casablanca a Bergamo, che pur nell'incredibile coincidenza non è riconducibile a Mohammed Fikri, che a oggi resta l'unico sospettato per il rapimento e l'uccisione della ginnasta di Brembate.

Tutte le notizie sul caso di Yara Gambirasio

A riportare l'indiscrezione - perché a quanto pare di un'indiscrezione si tratta - è stata la trasmissione Chi l'ha visto, che nell'ultima puntata ha svelato un nuovo dettaglio nel quadro di indizi che compongono l'omicidio di Yara, raccontando che "cinque giorni dopo il ritrovamento della giovane vittima", ovvero il 21 febbraio 2011, nel medesimo campo di Chignolo d'Isola dov'era il corpo di Yara gli inquirenti hanno rinvenuto un boarding pass dal Marocco all'Italia e due scontrini del parcheggio dello scalo di Orio al Serio.

Coincidenza o qualcos'altro? Il dubbio è legittimo, ma dalla squadra investigativa che segue il caso è subito arrivata una smentita: "E' già stato tutto molto ben verificato e il materiale ritrovato è risultato ininfluente ai fini delle indagini". Il biglietto aereo non è intestato a Mohammed Fikri e a quanto pare non ci sono motivi per collegare la carta di imbarco e gli scontrini al sospettato e, più in generale, alla vicenda della morte di Yara.

Dunque si tratterebbe dell'ennesima falsa pista, dopo il vicolo cieco a cui ha condotto il prelievo di 12 mila campioni di DNA dalla popolazione maschile di Brembate e dei paesi vicini, con l'individuazione di un profilo compatibile con quello ritrovato sul corpo di Yara, appartenente a un uomo di Gorno morto nel 1999. Una pista che ha fatto supporre l'esistenza di un figlio illegittimo, data la mancanza di riscontri nei discendenti diretti del morto, ma che alla fine non ha portato a nulla.

E proprio per l'inerzia che sembra aver preso l'inchiesta, la mamma della giovane assassinata ha scritto nei mesi scorsi una lettera al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dolendosi "della conduzione delle indagini relative alla morte della giovane figlia e, in particolare, della scarsa collaborazione del sostituto cui sono affidate con la difesa delle persone offese". Una missiva che non è caduta nel vuoto, ma che anzi ha avuto come effetto un intervento diretto del Presidente della Repubblica, che ha inviato una nota alla Procura di Bergamo, dicendo: "Sarò grato se, nell'ovvio rispetto della normativa vigente in materia, vorrà fornire ogni utile e consentita notizia sulla vicenda giudiziaria" alla famiglia della vittima. Un atto dovuto, che però assume un peso particolare alla luce del fatto che alla fine di febbraio l'indagine su Yara sarà ufficialmente chiusa.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017