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Yara è stata uccisa nel campo

Tanta attesa e confusione per la conferenza stampa del sostituto procuratore Massimo Meroni: nessuna rivelazione decisiva sul caso Yara Gambirasio ma molti chiarimenti divenuti necessari a questo punto delle indagini.

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La conferenza è stata organizata - ha spiegato Meroni - per evitare che ci siano in tv altre 'chiacchiere inutili e fondate sul niente'. Poi ha dato il via ad una lunga serie di chiarimenti sui punti che più spesso sono stati oggetto di discussioni negli ultimi giorni.

Innanzitutto le ferite sul corpo di Yara: alcuni tagli sui polsi, sul collo, sul dorso e sulle gambe. Si tratta di segni leggeri, provocati da una lama non identificata, che non hanno provocato il decesso, forse sono stati addirittura inferti dopo la morte. Riguardo il presunto segno "satanico" il procuratore si sente di escludere questa ipotesi, classificando i segni come assolutamente casuali.

Il momento del decesso: sicuramente subito dopo il momento della scomparsa ('nell'arco di qualche ora'), con il cadavere che si è sempre nel punto del ritrovmento, nei campi a Chignolo. Dunque Yara Gambirasio è stata uccisa nel campo.

Le immagini del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio

La natura sessuale del movente non è confermata, anzi non ci sono elementi in merito; l'unica cosa che potrebbe far pensare ad un tentativo di violenza sessuale (non si sa se avvenuto, non si sa se riuscito) è il reggiseno trovato indossato ma sganciato.

Quella che potrebbe essere l'indicazione più interessante riguarda il dna: 'Sono stati ritrovati due dna, maschile e femminile, sui guanti ritrovati in tasca del giubbotto'. Meroni chiarisce che i dna sono stati comparati con tutti quelli presenti nei database delle forze dell'ordine e con quelli dei familiari stretti di Yara, senza trovare riscontro. A domanda dei giornalisti, Meroni non ha escluso in futuro di raccogliere il dna anche di persone nel giro di Yara: amici, persone della palestra, ecc. Ma questa soluzione apre anche a dei dubbi di natura legale. In ogni caso gli inquirenti sono propensi a pensare che gli aggressori sono stati due.

L'identikit degli assassini però è ancora difficile: 'Presumibile che chi ha compiuto il gesto conosca molto bene quel luogo, ma questo non significa che l'assassino o gli assassini si trovino nella provincia di Bergamo'. Meroni ha ricordato che si susseguono le testimonianze e le persone ascoltate, e quella del furgone bianco è solo uno dei tanti elementi in mano agli inquirenti.

Il video del luogo del ritrovamento del corpo della tredicenne di Brembate

La conferenza stampa si è chiusa in modo concitato, con i giornalisti che incalzavano Meroni. Ma il sostituto procuratore rispondendo a tutte le domande ha fatto presente che ancora non c'è niente di certo e continuano le indagini, così come l'analisi del corpo di Yara che richiede ancora mesi.

Foto: ecodibergamo.it / LaPresse

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